TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO CHIEDERE SULLA GAKKAI...
Che cosa è in definitiva la Soka Gakkai?
Wikipedia la definisce così:
Soka Gakkai (dal giapponese Soka Gakkai, società per la creazione di valore) è il nome di un una nuova scuola buddhista giapponese costituitasi in origine come associazione religiosa laica della scuola buddhista giapponese Nichiren Shoshu fondata nel XIII secolo dal discepolo di Nichiren Nikko (1246-1333). L'associazione promuove ed insegna il buddismo di Nichiren e la pratica della recitazione del titolo (daimoku) del Sutra del Loto. Tale formula, in giapponese "namu myoho renge kyo" è la pratica fondamentale anche nella scuole Nichiren-shu e Nichiren Shoshu. La Soka Gakkai era peraltro legata a quest'ultima scuola buddhista prima di una separazione verificatasi nel 1991.
In pratica il tempio della Nichiren Shoshu "scomunicò" la Gakkai. Dopo il 1991, proseguo io, di fatto non ci sono stati più rapporti col tempio, e la Gakkai si è presentata come una realtà completamente autonoma, affrancatasi dal tempio, che veniva accusato di corruzione e decadenza. Giusto per capirci: qui da noi esistono associazioni cattoliche ma laiche (che so, ACLI, Focolarini, Opus Dei, Comunione e Liberazione... cito a caso senza intenti polemici); supponiamo che una di esse diventi molto numerosa, potente e forte. Poi, un giorno, il Vaticano dichiara che quella associazione non fa più parte della chiesa ed è scomunicata. L'associazione allora dice che il Papa è corrotto, tutto il clero è corrotto, e che quindi lei farà da sé, con la propria potente organizzazione. Semplicemente, nel caso della Gakkai, sopperisce autonomamente a stampare i gohonzon, che prima erano forniti dal tempio. Se vuoi saperne di più, torna all'indice e leggi altri articoli su Gakkai, Ikeda, ecc. Oppure vai direttamente su Wikipedia, o consulta i link da me proposti.
La Soka Gakkai rappresenta il buddhismo?
Assolutamente no. Del resto il Buddhismo non è una religione come le altre. Deriva da un insegnamento che alle sue origini era filosofico e non religioso, nel senso che non contemplava una "fede" in qualche dio ultraterreno, ma cercava una soluzione al problema della sofferenza umana. E il principio base era che l'UNICA realtà immutabile è l'impermanenza e la mutevolezza di ogni cosa. Ecco, anche, perché esistano tanti buddhismi diversi senza che vi sia una reale contraddizione tra loro. In pratica nessuno rappresenta "il buddhismo", ma semplicemente sé stesso. In più vi sono notevoli differenze tra quella specie di dottrina impartita dentro la Gakkai e la gran parte dei principi fondamentali che stanno alla base di quasi tutte le realtà buddhiste. Per saperne di più io consiglio di leggere un libro intelligentissimo, col solo limite di un titolo cretino: COME DIVENTARE UN BUDDHA IN CINQUE SETTIMANE di G. Cesare Giacobbe, ediz. Ponte alle grazie. Giacobbe ama fare lo spiritoso, ma è un docente universitario di Filosofie orientali. Ho capito più cose del buddhismo da quel libro (che insegna anche alcune basi pratiche) che da tutti gli altri!
In Italia esiste una meta-associazione, l'UBI (unione buddhista italiana) che raccoglie gran parte dei buddhisti "doc". Traggo da un altro sito questa precisazione:
La Soka Gakkai Italiana non fa parte dell Unione Buddista Italiana, come risulta dallOrdine del Giorno del Consiglio direttivo dell UBI del 24/1/98, nel quale si specifica che "Nessuna richiesta di adesione allUBI è mai stata avanzata dalla Soka Gakkai e in ogni caso lo Statuto dellUBI, in quanto riconosce pari validità e dignità a tutte le tradizioni buddiste, non consente ladesione di organizzazioni che si dichiarano uniche ed esclusive rappresentati del Dharma autentico contestando la validità delle altre tradizioni". Questa precisazione è stata confermata da un Comunicato della Soka Gakkai Italiana.
Come forse sai tutta la pratica è basata sul "gruppo" come unità base (di norma da 4-5 persone a max 20-25) che poi si aggrega in modo piramidale a settori (di norma 3 o più gruppi) che a loro volta diventano capitoli (di norma 3 o più settori) che poi sono Hombu... ecc. Ogni gruppo, settore, ecc. ha uno o più responsabili. Ma gran parte delle attività e dei legami avviene nel gruppo. E ogni gruppo è formato di persone qualsiasi, per lo più legate dal fatto che ciascun nuovo arrivato è stato portato da uno già appartenente al gruppo. Chi trovi nel gruppo? puoi trovare di tutto e di più, per ovvi motivi si tratta di persone che si sono trovate in stato di bisogno materiale o affettivo, ma che dietro possono avere storie diversissime, dalla più totale salute mentale fino alla dipendenza da sostanze e alla psicopatologia. Esistono poi mansioni particolari (anche queste a piramide gerarchica) come la segreteria, lo studio, la statistica, ecc.
E possibile praticare senza lasciarsi inghiottire dallassociazione?
Tutto comincia col recitare quella cosina che ti viene presentata come lo STRUMENTO per la soluzione di tutti i problemi, All'inizio lo fai perché magari è piacevole, è una novità, ti abbassa l'ansia, o qualche altra reazione positiva. Ma certo tu ancora percepisci come troppo semplicistica l'idea stessa della recitazione di un mantra volto alla risoluzione di qualsiasi problema. Ma se continui a frequentar meeting e riunioni piano piano ti sembrerà sempre meno semplicistico e strano, e inizierai ad agire ogni giorno come se davvero quello strumento ce lo avessi. Poi, accanto alle cose andate bene (che magari sarebbero andate bene lo stesso!) per le quali ringrazierai e loderai il gohonzon e la pratica, ce ne saranno altre che inevitabilmente non andranno altrettanto bene (niente di che, è la vita che va così) e allora comincerai a farti delle domande, non sulla bontà e legittimità dello strumento, che a qual punto ti apparirà PERFETTO e intoccabile, ma SU TE STESSA: la tua autostima inizierà a diminuire (se già magari non era scarsa prima...), e tu praticherai come un'ossessa, ore e ore al giorno, per sconfiggere il cattivo karma e la tua scarsa autostima stessa, perché ti diranno che tu dentro sei un buddha e "quindi non puoi non avere autostima!". Sta di fatto che invece tu starai male dentro, ma non potrai dirlo perché insulteresti la tua "buddhità". Allora ti trascinerai da un meeting all'altro come un fantasma, blaterando di benefici, Shakubuku, buona fortuna ecc. ecc. continuando però a pensare (di nascosto) di avere in mano lo strumento per ottenere TUTTO mentre tu non stai ottenendo NIENTE! Allora ricomincerai a credere che sei TU ad essere una persona sfigata. Quindi deciderai di fare più attività, più shakubuku, più daimoku... e più ne farai più vorrai farne. Un giorno, forse, qualcosa dentro di te si sveglierà e ti chiederai cosa stai facendo. Se va bene. Ma se prima di praticare avevi già qualche difficoltà psicologica rischi anche di scombinarti del tutto e alla fine la tua "carriera" finisce nello studio dello psichiatra.
Se inizio per provare, rischio qualcosa?
Dipende. In linea di massima rischi meno quanto più godi di buona salute mentale, ma è un criterio piuttosto difficile da mettere in pratica. Se ti piace recitare, puoi anche farlo per conto tuo resistendo agli inviti a recarti a meeting e riunioni varie. Se quello che dicono è vero, allora i cosiddetti "benefici" devono arrivare anche praticando da soli! C'è però un problema: siccome molti iniziano la pratica sotto la pressione di problemi psicologici, ed è abbastanza ovvio che, tra l'affetto e la cordialità mostrata dai membri verso i principianti, meetings di incoraggiamento, la sensazione di far parte di qualcosa di grande e di bello, si consegua un certo benessere, finisce che poi uno entra nel "giro". E allora il rischio è quello esposto nella domanda precedente.