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LA PAGINA DI CARLO

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Ricevo questa lettera da Alfredo di Stefano (nome di fantasia) che rappresenta bene, a mio parere, quel che può vedere e sentir dire della Gakkai un italiano che vive in Giappone (e non fa parte della Gakkai, ovviamente). Si tratta di una testimonianza molto chiara e diretta. Forse sorprenderà alcuni fedeli, ma non certo chi si informa e legge almeno alcune notizie dal Giappone non filtrate dalla stampa interna alla Gakkai. E nemmeno chi abbia letto, in questo stesso sito, la pagina: Soka Gakkai e Komeito negli anni '60.

Ciao Carlo,
sono un italiano che abita in Giappone da circa 3 anni e che si trova in Italia per qualche settimana.
Premetto che non sono mai entrato a far parte di alcuna setta, né tantomeno quindi della Soka Gakkai, ma posso dire di conoscerla molto bene, soprattutto dal punto di vista politico.
Sono un appassionato di politica, italiana e internazionale, e ovviamente mi sono interessato a quella giapponese.
Devo purtroppo dire che la Soka Gakkai è famosissima in Giappone e ne parlano tutti molto male, tranne ovviamente coloro che ne fanno parte. Il partito a cui è legata, il Komeito, è molto vicino a idee pseudo-fasciste, per farla breve. Non è proprio esatto parlare di fascismo, sarebbe più giusto parlare di nazionalismo, xenofobismo e militarismo. Ma anche questo non sarebbe corretto al 100%, perché il Komeito si esprime con termini ambigui, non dice mai (o quasi) le cose così come vorrebbe, ma le maschera, per evitare di essere classificato per quello che è e venir escluso dalla politica. Il Komeito è un partito fortissimo in Giappone, ha molti consensi nella classe medio-bassa, tra i poveri, gli anziani, se si vuole confrontarlo con un entità politica italiana, si potrebbe fare un paragone (molto azzardato, lo ammetto) con la Lega Nord. Ufficialmente non è così, ma effettivamente (lo sanno tutti in Giappone) il Komeito riceve i voti di tutti coloro che sono iscritti alla Soka Gakkai, in quanto ha avuto origine da esso; sono in molti ad affermare che dalla Soka Gakkai prenda ancora dei finanziamenti consistenti, in forme varie, ma sempre camuffate. Capita di incontrare per le strade delle città giapponesi certe macchine di lusso nere, coi vetri oscurati, che con un megafono lanciano sermoni violenti e minacciosi sul "tragico futuro del Giappone in mano ai comunisti, agli scansafatiche, agli stranieri". Questi sermoni a volte (soprattutto in tempi di elezioni) terminano citando il nome di uno o più politici del Komeito. Poche volte citano direttamente il partito. I giapponesi si dicono certi che queste macchine nere siano mandate dalla yakuza (la mafia giapponese). Niente di tutto questo è ovviamente ufficializzato né tantomeno dimostrato, ma è una di quelle cose che "tutti sanno".
Una caratteristica del Komeito e della Soka Gakkai è quella di avere dei fortissimi legami con i gruppi di potere, e spesso di creare i gruppi di potere. Ovvero, all'interno del partito e della società religiosa ci sono degli iscritti, che spesso rimangono anonimi, che fanno parte delle grandi multinazionali giapponesi, dei mass-media, o del Parlamennto. Non deve essere difficile quindi per loro inserire nei consigli di amministrazione delle imprese, negli enti locali, personaggi a loro graditi. Questi legami sono molto assimilabili alla Massoneria di stampo occidentale. [nota di Carlo: ricordate, nei vecchi discorsi di Ikeda pubblicati sul Nuovo Rinascimento, quando diceva "diventate persone di valore, aspirate e raggiungete posizioni di prestigio e di potere, per mostrare i benefici ecc. Ecc."? Non era forse di questo che parlava in realtà?]
Per potersi muovere liberamente in Giappone la Soka Gakkai deve dunque dare al mondo un'immagine pacifista e virtuosa. Allo stesso tempo i suoi membri più altolocati lavorano nelle stanze internazionali dei bottoni per poter allargare il consenso.

Ho premesso che non facevo parte della Soka Gakkai né ne farò mai parte. Qualcuno di voi potrebbe chiedersi perché allora mi immischio di queste cose, che in fin dei conti non sono tra i problemi principali che deve risolvere l'Italia in questo periodo. La risposta è che proprio oggi, per caso, mi sono incontrato con una ragazza che non vedevo da anni e che, appreso che io vivo in Giappone, mi ha raccontato che lei è buddista. Mi ha poi fatto una domanda: "Conosci la Soka Gakkai?" La mia risposta, come potrete immaginare, è stata abbastanza negativa dal suo punto di vista, anche se mi sono limitato per non offenderla. Al che è nata una discussione sul fatto che sia una setta o no. Lei dice che il suo maestro non potrebbe mai fare discorsi xenofobi, razzisti; che se lei avesse avuto solo il minimo sentore di tutte le cattiverie che le dicevo io non ci sarebbe mai entrata. Mi ha poi detto di informarmi bene su chi fosse Nichiren e i suoi seguaci. Quando le ho dato informazioni su Nichiren che neanche lei conosceva (sono laureto in Lingue e Civiltà Orientali all'università La Sapienza, e ho studiato tutto ciò che si può sapere sul Giappone e l'Asia in generale), mi sono reso conto che la Soka Gakkai all'estero viene vista esattamente per quello che vuol far credere di sé. Ovvero una semplice religione. Una religione che indottrina i suoi seguaci (o fedeli, o credenti, o adepti, scegliete voi, non voglio offendere nessuno!) con termini in giapponese a mala pena compresi, e con delle storie totalmente inventate!!! Mi sono preoccupato per lei, e sono contento di averle messo il dubbio (mi ha detto che si informerà meglio, perché non vuole essere presa in giro).
Quello che vorrei fare è far aprire gli occhi a coloro che si avvicinano a queste nuove religioni come la Soka Gakkai. Informatevi bene da dove vengono e cosa sono, e fatelo per vie alternative, non fidatevi a priori di ciò che vi viene detto dall'interno. La critica non può fare che bene, e se poi nonostante sappiate tutto quello che si può sapere sulla vostra nuova religione, sarete ancora convinti di ciò che predica, non avrete fatto altro che rafforzare la vostra fede. Ma dubito che ciò avverrà...
Preferisco non pubblicare il mio nome perché il problema non mi tocca da vicino, ma vorrei dare una mano a coloro che ancora non hanno provato a fare una ricerca completa e documentata su quello in cui credono, mettendo da parte personalismi e convinzioni faziose. Un punto da cui iniziare un'attenta analisi. Il mio è solo un monito ad aprire gli occhi, dopodiché ognuno è liberissimo di credere in ciò che vuole.

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