obiettivi

LA PAGINA DI CARLO

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"Nella Gakkai si perseguono solo obiettivi materiali"? Nient'affatto, ma...

Non è detto che gli "obiettivi" siano per forza materiali; talvolta possono avere anche grandi orizzonti spirituali. La "materialità" dei benefici perseguiti è un argomento molto debole contro la Soka (argomento che risente un po' di un certo spiritualismo "modernamente" new age ma anche "anticamente" cattolico). E' da notare che molti iniziano la pratica sotto la pressione di problemi psicologici, ed è abbastanza ovvio che, tra love bombing, meetings di incoraggiamento, la sensazione di far parte di qualcosa di grande e di bello, si consegua un certo benessere (labile, temporaneo, al costo di rimuovere i problemi veri sottostanti, certo, ma pur sempre benessere, è così che lo vive il membro nei primi anni: e anche questo lo chiama BENEFICIO, anzi, forse il più ambito, il benessere!). Il problema è un altro: è quel Gohonzon come "talismano" magico, la Grande Promessa di esaudimento. Cosa di preciso il singolo membro si sia prefisso, non è rilevante: potrebbe anche aver "determinato" (verbo molto in voga in Soka) che so, la guarigione di un parente malato, il ricongiungimento con un coniuge separato, o mete ancor più "morali". E' quell'oggetto magico, sono le "attività" (mantra, proselitismo, turni ai centri Soka...) che danno "punteggi" per avere benefici la vera bomba. In certe psicologie individuali la cosa può avere effetti devastanti, quantomeno a livello di angoscia e oppressione. Specie se poi gli obiettivi non vengono raggiunti, il che, è intuibile, succede...

Essendo questa Grande Promessa il motore di tutto, l'organizzazione ne rimane in qualche modo "pulita" e innocente. E, in qualche maniera, lo è davvero, nel senso che i messaggi che produce per i membri sono molto sfaccettati, talvolta estremamente equilibrati, ineccepibili, e non possono essere utilizzati come "capi d'accusa". Intorno a questo "motore" c'è grande spontaneismo, accanto a notevoli sforzi organizzativi. Credo che questo mix tra motivazioni individuali (per quanto "inquinate" dalla Grande Promessa) e macchina organizzativa sia ciò che rende unica e specifica la Soka rispetto ad altre esperienze apparentemente analoghe.

In estrema sintesi, potrei dire che ci sono come... dei livelli:

  • il livello della caccia ai benefici e del benessere psicologico, e quindi dell'attività frenetica, del gohonzon "magico", del proselitismo scatenato;
  • il livello intermedio della associazione buddhista a carattere religioso, dove non si parla più di benefici e gohonzon=macchina-che-produce-benefici (cito l'ex presidente Toda!) ma di fede, risveglio spirituale, trasformazione, insomma tutto un armamentario spirituale sempre meno buddhista e sempre più new age.
  • il livello della grande organizzazione affiliata all'ONU che affronta battaglie umanitarie, etc. etc.
  • E' da aggiungere che tra il primo e il secondo livello la coerenza (che di fatto non c'è!) è però garantita dall'uso strumentale e filosoficamente discutibile (ma questo non è tutta opera della Soka, è una storia con radici più lontane) del principio di Bonno Soku Bodai (i desideri terreni si trasformano in illuminazione) che è veramente un principio Mahayana ampiamente riconosciuto. La versione del principio, sentita da vari elevati responsabili suonava così:

    "l'importante è avvicinare le persone al gohonzon quindi, siccome le persone in generale sono interessate a star meglio, ad avere più soldi, etc. etc. , la promessa che li avranno recitando davanti al gohonzon garantisce la espansione della conversione al Vero Buddismo".

    Non fa una grinza. E notare che, anche religiosamente, nel Mahayana l'uso dei cosiddetti "mezzi utili" per "salvare" le persone si spingeva fino a spregiudicatezze paragonabili o talvolta superiori! Come si vede è tutto molto complicato, e le giustificazioni filosofiche si possono anche trovare.

    Concludendo: osservare la Soka Gakkai da punti di vista precostituiti (favorevoli, contrari, super-laici, o integralisticamente cattolici, o altro ancora) conduce inevitabilmente a fraintendimenti che, essendo ben chiari a chi ne fa parte, rendono assolutamente debole ogni possibile critica. Paragonarla un po' a casaccio ad altri movimenti religiosi può portare altrettanto lontano dall'obiettivo. Ma sarebbe altrettanto insensato, come piacerebbe invece a certuni, valutarla sulla base dei suoi documenti e testimonianze INTERNE, che come ho detto, costituiscono un livello di significazione e comunicazione MOLTO DIVERSO da quello che (almeno fino a tre anni fa) si respirava tra i membri.

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