LA PAGINA DI CARLO
Consigli a parenti e coniugi di praticanti
Mi viene spesso chiesto "come aiutare a uscire" un congiunto. Il problema di dissuadere una persona dalla "fede" nella Gakkai o in altre realtà del genere è piuttosto delicato e si trasforma spesso in un boomerang. Studi sperimentali mostrano quel che chiunque ci abbia provato ha constatato: più si insiste a mostrare dati contrari (ad esempio il mio sito, o quello contro Scientology, ecc.) più la persona, etichettando questa roba come "menzogne" "attacchi" ecc., rafforza la propria convinzione anziché indebolirla.
Che fare?
Non c'è una "ricetta" anche perché ogni persona è diversa e ha tutto un suo modo di entrare, rimanere, o dubitare delle scelte "religiose" che fa. Qualche consiglio pratico:
- ostentare la più assoluta indifferenza verso le proposte e le dichiarazioni dell'adepto.
- mostrare con altrettanta indifferenza (diciamo... con grande non-chalance) dati ricavati ad esempio da pagine contro la Soka Gakkai, senza insistenza e UNA SOLA VOLTA. Lasciare però a disposizione della persona il materiale o il link alla pagina. Se e quando percepirà qualche contraddizione, qualche smagliatura ecc. se ne ricorderà e andrà spontaneamente a rivedere. Occorre saper aspettare.
- fingendo interesse per la "pratica" porre con molta calma domande sulla organizzazione, del tipo di quelle contenute in http://www.setteculti.psike.it/clt_05.htm . Interessante sapere cosa risponde e anche ciò a cui non sa rispondere!
- interessarsi alla persona come persona e non come adepto: chiedere come sta, come vive, chiedere soprattutto se ha risolto i problemi concreti che la/lo assillavano. Di solito la risposta finisce coll'essere una variazione di "no, non ho risolto quel problema, ma ne ho risolti tanti altri e poi sto bene, molto bene, benissimo" ecc. ecc.
E per il resto... aspettare e insinuarsi nei momenti di "crisi". Curarsi della persona come "prima" della pratica, e se questo non è più possibile farglielo notare.