LA PAGINA DI CARLO
"BUONISTI" E "TALEBANI" NELLA GAKKAI: I PRIMI SI DIMETTONO, I SECONDI TRIONFANO?
Ho ricevuto da alcuni ex-membri un lungo testo risalente a vari anni fa (tra il 2000 e il 2002) che ora, evidentemente, intendono divulgare (al termine scrivono "questa lettera può essere diffusa"). Ho riflettuto molto prima di decidere cosa farne, il testo era pieno di nomi e cognomi ed era decisamente fuori discussione pubblicarlo in quella forma. Sarebbe stata un'operazione di sciacallaggio. Alcuni contenuti però sono testimonianze forti che descrivono bene il travaglio di persone che dopo 20 o 30 anni di pratica si sono trovate messe da parte dal "nuovo corso" della Gakkai: erano troppo democratici, "buonisti", troppo aperti. La corrente "talebana" all'interno dell'Organizzazione sembrava aver vinto... In realtà era sempre sopravvissuta sommessamente, tenuta a bada dai "democratici", e alla fine ha alzato la testa mostrando quel che valeva. Alla fine ho deciso di pubblicarne alcuni ampi stralci eliminando tutti i riferimenti personali (che nell'originale erano tutti estremamente precisi e documentati) ad eccezione di un paio di nomi di leader assolutamente pubblici.
Ritengo si tratti di un documento per certi versi importantissimo perché proveniente da persone di lunghissima pratica, che hanno sofferto enormemente dell'accaduto, e, cosa non secondaria, avendo responsabilità "alte" erano abbastanza note (alcuni nomi li riconosco) per essere appunto non fanatiche, attente, premurose e ragionevoli. Ho riconosciuto anche altri nomi, quelli dei "vincitori": erano noti come i "militari" della pratica, si diceva che erano "sopravvissuti" che avrebbero capito il "nuovo corso democratico" della Gakkai, ma evidentemente ora i sopravvissuti sono gli altri. E ora... Il documento.
Frammenti da una lettera a Kaneda (anno 2000)
Nel mio ambiente da un po' di tempo vengono fatte dai Resp. Superiori delle vere persecuzioni nei confronti di molte persone, che sono trattate con gravi forme di disprezzo, come fossero dei demoni e Nikken in persona.
Più di una persona si è dovuta dimettere dalla responsabilità di Hombu. Una donna resp. di Area è stata trattata in modo indecente, e retrocessa da Area a Hombu: è la persona migliore che si sia alzata da queste parti!
Questo è un sinistro e pericoloso esercizio del potere da parte di alcuni gruppi dirigenti, che intendono smantellare una Città umiliandone tutti i responsabili a uno a uno, con operazioni blitz, senza alcuna forma di cuore e di dialogo.
Quelli che vengono mandati avanti adesso sono tutte persone di un solo tipo, che fino ad ora erano normali, e ora li vediamo sprezzantemente trattare male i membri anziani.
Tralascio di raccontarle tutti i fatti, alcuni dei quali sono anche lesivi dei più comuni Diritti Costituzionali, come ad esempio il preciso divieto di parlare con i responsabili "non autorizzati", il divieto di comunicare fra di noi, ecc. Cose di questo genere, su cui fino ad ora abbiamo cercato di portare pazienza, ed altre, come intrusioni forzate a domicilio, io non le tollererò più.
Ci sono frasi volgari e irripetibili verso di noi, a fronte di una continua auto-adulazione che non abbiamo mai visto in nessun responsabile in vent'anni.
La persona che scrisse la lettera, circa un anno dopo racconta:
A questa lettera, il Sig. Kaneda non rispose, ma ribadì ai miei responsabili l'ordine che nessuno doveva assolutamente avere rapporti con i responsabili destituiti (tutti di 15, 20, 25 anni di pratica e attività), i quali dovevano rimanere isolati a riflettere. Potevo parlarci solamente io, con il compito e l'ordine di riportarli dentro: questo era il mio banco di prova per essere riabilitata.
Intanto quasi tutti i vecchi responsabili di Hombu erano stati sostituiti, l'attività era diventata ossessiva e si sentiva il grande dolore di una zona commissariata: ad esempio, c'erano riunioni quasi tutte le sere, c'era l'obbligo di telefonare una volta al giorno al proprio responsabile superiore e in ogni riunione si faceva il resoconto di chi e quando uno non aveva telefonato: questo resp. veniva segnato, quindi messo in difficoltà, ecc. ecc. Dovevano essere presi come unici testi di riferimento gli editoriali del Sig. Littera; veniva ripetuto di diminuire il Daimoku a favore delle "azioni", c'erano poi una quantità di dicerie in occasioni private e pubbliche su di noi, definiti traditori, e su tutti quelli che non obbedivano all'istante; nonché intimidazioni, interrogatori, "visite a casa" con due o più responsabili contro una persona sola, (una trista, impari e paradossale situazione di processo) per quelli che per vari motivi non potevano impegnarsi così, per i "sospetti", gli omosessuali e via dicendo.
Anche per me fare attività era diventato arduo ed era chiaro che era stato ordinato di tenermi in isolamento. Non mi telefonava più nessuno di quelli che "dovevano" per fare attività: non mi passavano le comunicazioni, alle mie riunioni scoprivo che le decisioni erano già state prese, nessuno mi rivolgeva la parola, le persone venivano distolte dal prendere guida da me In questo clima ho continuato a recitare intensamente, fare attività e shakubuku al massimo, per svoltare la situazione; ma non sono più riuscita a parlare con nessuno dei vecchi responsabili e corresponsabili e amici, che adducevano scuse, colpi bassi e rifiuti, pur avendo fatto attività fianco a fianco per anni, e pur sapendo della mia grande sofferenza.... Per concludere, pur adducendo pretesti legati alla fede, io e gli altri siamo stati fatti fuori perché non abbiamo mai abboccato alle varie manovre, e siamo stati giudicati della parte politica indesiderata. Quest'ultimo incredibile punto so per certo che è stato pubblicamente esplicitato dal Sig.Littera.
... Purtroppo ho visto il tragico pericolo di un'Organizzazione dove alcuni individui possono sfruttare il sacro principio di Maestro-Discepolo per i propri fini, autodefinendosi Maestri. Non posso far parte di un gruppo che dopo così pochi anni, ha stravolto l'insegnamento, ceduto al fanatismo, fagocitato la lucidità delle coscienze. Che gruppo è quello i cui membri tollerano tutto questo? Come si può definire il movimento in cui tutti si tappano occhi e orecchie dicendo: "Io seguo il mio maestro", e non sono più in grado di distinguere il bene e il male?
Quando si passa alla crudeltà personale, al gusto per gli spettacoli sadici, al controllo sociale elevato a sistema, all'intimidazione e a ogni tipo di falsità per giustificare la propria ascesa; quando ci si circonda solo di persone compiacenti, e non c'è più nessuno in grado di fare obiezioni Quando un'Organizzazione rumoreggia nella testa dei membri fino a coprire tutto il rumore del mondo e ad annichilire ogni altra cultura, quando si sostituisce alla vita privata, quando tutte le Scritture sono citate in modo tendenzioso, e l'insegnamento viene piegato a fini personali. Quando si sbandierano i diritti civili, ma all'interno valgono regolamenti, principi e azioni che appaiono più che sospetti in qualunque altrove, e degni di denuncia ad Amnesty International Per non parlare dell'abuso economico, e della puzza di bruciato che si sente a livello finanziario, che io stessa misi a tacere fin dal 93, quando me ne giunsero le prime avvisaglie!
A questo punto, il gruppo in questione non si può più definire Organizzazione religiosa, e non è più il tempo di combattere le cose dall'interno.