LA PAGINA DI CARLO
Rimozione, un sistema "sicuro"
Come funziona, (perché è chiaro che funziona, lo dicono le esperienze), la macchina-Gakkai, per i suoi membri, per la cosiddetta base? Una straordinaria macchina di rimozione che risolve in modo virtuale i problemi interiori dei membri a condizione di un regime di co-dipendenza reciproco; tale regime non è affatto imposto, ma si instaura gradualmente nel membro frequentante. La Gakkai raccoglie di norma persone che giungono alla pratica sull'onda di bisogni, conflitti, problemi interiori e non, insomma necessità diversissime tra loro ma accomunate dal fatto di essere sempre e comunque irrisolte. Il calore, la solidarietà del gruppo, oserei dire il maternage che essi trovano è di per sé una terapia sintomatica (ma solo sintomatica) dei precedenti problemi. Lentamente ci si trova coinvolti in una serie di relazioni segnate da un inarrestabile flusso verbale stereotipato che comincia a modificare l'autopercezione in funzione di una migliore rimozione dei propri vissuti negativi. Nel suo recente saggio sulla I.S.G. Maria Immacolata Macioti si chiede talvolta come mai così spesso il flusso emotivo viene controllato, interrotto, contenuto: io ritengo che sia per ottimizzare il mantenimento delle rimozioni, ma soprattutto per la paura che l'emozione espressa e libera possa far emergere vissuti penosi che devono essere collocati prima e fuori dal luogo fisico e simbolico della pratica. Gli studi sui cosiddetti “cults” da parte di S. Hassan e M. Singer evidenziano concordemente la funzione anti-emozionale e di rimozione svolta dagli stereotipi verbali, tanto da meritare il nome di Thought Terminating Cliché; che tali cliché siano di uso costante e imponente anche nella Gakkai è confermato anche dal libro di M.I. Macioti, dove si nota come le trascrizioni di testimonianze di membri, fedelissime, appaiono segnate da un elevatissimo grado di stereotipizzazione, che talvolta sconfina, mi si perdoni, nel vaniloquio. La forza, e forse anche il fascino della Gakkai risiede nel suo essere il luogo di un ferreo patto implicito e inconsapevole tra membri, ciascuno dei quali ha interesse a mantenere le proprie rimozioni e si impegna a non turbare quelle altrui, creando il già citato regime di co-dipendenza.
Come si rimuove? Oltre che con l'uso dei già citati cliché verbali, si rimuove anche con una tendenza forte a muoversi per imperativi, verso l'agire, l'avanzare, il decidere; insomma il membro instaura un governo totalitario della realtà attraverso decreti, il che, se può funzionare in certi ambiti, diviene ridicolo quando viene applicato a realtà psichiche ed emotive che, è quasi luogo comune dirlo, non possono certo cambiare “per decreto".
A differenza di movimenti dove appare evidente l'interesse primario del leader a scapito degli adepti, e dove le tecniche di condizionamento mentale vanno decisamente dall'alto verso il basso, qui tutto è democratico, la Gakkai è “come tu mi vuoi", è un patto tra persone, cuore-a-cuore, viene dalla base, dove il “collante” è la reciproca garanzia a mantenere alto e sicuro il livello di rimozione di ciascuno.