testimoni

LA PAGINA DI CARLO

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La "mia" storia 

Ricevo e-mail di persone che raccontano la loro storia, quella relativa alla Gakkai, naturalmente. Credo valga la pena di pubblicare quanto scrivono (lo faccio sempre e solo con il loro esplicito consenso). Le prime che leggi sono le più recenti, e via via quelle più stagionate.

A chi mi dice che qui si dovrebbero pubblicare anche esperienze a favore rispondo che quelle hanno amplissimo spazio sui "media" della Gakkai, mentre quelle contro ne hanno zero. Dunque, inutile chiedere di pubblicare qui quel si trova tranquillamente altrove. Qui si dà voce a chi nell'organizzazione voce non ce ne ha.

La richiesta generale di tutti è l'anonimato. Avverto una certa paura che l'organizzazione, o i responsabili, si rifacciano vivi. Non è un bel segnale. Ho comunque rispettato questo desiderio, e ogni testimonianza è preceduta da tre asterischi, così ***.

15 (settembre 2009)

Ho iniziato a recitare tramite una mia amica nel 92. Nei primi 2 anni di pratica pseudo-buddista ero molto scettica poiché mi sembravano tutti un po' fissati e l'associozione la vedevo per tanti come un rifugio alla solitudine , alle nevrosi e alla incapacità di rapportarsi nei confronti della vita . Non so il perché mi "fecero" responsabile di un gruppo e da quel momento iniziò la mia non vita… meeting in continuazione richieste di partecipazione totale e assoluta…tutto doveva essere filtrato letto e visto secondo la lettura pseudo-buddista, film, libri etc. Guai a partecipare a una messa in suffragio per mia madre… guai a leggere per gioco i tarocchi (non hanno mai sentito nominare Jung…) tutti mormoravano su questo mio vezzo eretico nessuno ebbe il coraggio di dirmelo fino a che una sera, in un meeting venni processata! Lasciai la responsabilità con mio grande sollievo e ritornai a… vivere e a respirare. Avevo anche una orribile relazione con un uomo che era stato violento con me e che l'associazione ha sempre protetto mollai tutto e tutti. Ci provarono a cercarmi ma ormai ne ero fuori. Devo dire che la mia vita è migliorata di tanto senza questa pseudo setta.

Ciò che ho raccontato è stato un riassunto concentrato di 8 anni… ho chiuso nel 2000 e da come apprendo dai siti e dalle esperienze negative la situazione è peggiorata e parecchio! Per mia fortuna ho sempre avuto una vita sociale e degli interessi sia prima di praticare che durante la pratica. Ciò infastidiva poiché non mi "centravo totalmente e dedicavo totalmente alla responsabilità di gruppo"… Non sono mai riusciti a farmi entrare nel tunnel della sola organizzazione mai! La lettura delle carte mi veniva richiesta da membri e accoliti vari! C'è tanta ipocrisia e ignoranza poiché i tarocchi sono stati anche interpretati da C. Gustav Jung! L'uomo violento recidivo… mai prese posizioni anzi… anche in questo caso mi era stato chiesto di non raccontare nei meeting la mia esperienza negativa perché i nuovi si sarebbero spaventati! ! ! IPOCRITI! ! ! spero tanto che si sciolga come neve al sole tutta questa organizzazione che è deleteria per tutti quelli deboli, plagiabili e pensano di trovare una panacea per la sofferenza… non è così… non riconoscono il DALAI-LAMA… a oggi ho la mia vita con le sue lotte e le sue vittorie come tutti… il lavoro le amicizie…i film, i libri e sopra ogni cosa la libertà !

14 (luglio 2009)

Caro Carlo,

per prima cosa ti ringrazio per lo spazio che hai dedicato all'approfondimento ed alla raccolta di esperienze.

Mi presento: sono stata membro della Soka Gakkai per un breve periodo. Per ragioni che esulano dalla paura, ma che riguardano una sorta di desiderio di lasciarmi tutto alle spalle, e qualcosa di simile all'inquietudine che mi è rimasta addosso, e che non manca di rinnovarsi ogni volta che leggo le testimonianze, ti chiedo di non pubblicare il mio nome, né il mio indirizzo mail.

Sono entrata in contatto con la Soka Gakkai per caso: una collega di mia madre ha parlato con lei del "buddismo", e mia madre ha riportato a me la conversazione, consigliandomi (anzi, spronandomi) di partecipare ad una riunione. Il primo impatto è stato positivo, non tanto per la pratica "buddista" in sé, quanto perché ho conosciuto persone interessanti, aperte e simpatiche - che ancora oggi stimo ed alle quali mi ero affezionata. Spinta dalla considerazione che nutrivo nei confronti del gruppo, iniziare non è stato troppo difficile. Con il senno di poi, posso sostenere, però, di non essere mai stata una praticante convinta: puntuale, certo (non ricordo di aver mai saltato un Gongyo, o di aver mai evitato almeno quindici minuti di Daimoku giornalieri), ma era come se stessi facendo un compito. La prima incrinatura l'ho avvertita chiaramente, quando ho deciso di frequentare anche le riunioni della divisione giovani; sulle prime, era in apparenza una situazione piuttosto tranquilla, ma dentro di me avvertivo qualcosa di stridente, fino a che non ho registrato apertamente discorsi piuttosto strani ed alquanto allarmanti. "Ikeda è la nostra vita!" - "La mia esistenza ha un senso solo nella Soka Gakkai!" - "Io devo la mia vita ad Ikeda!" Cose così (mi pareva di essere in un covo di CL!).

A dispetto di ciò, in virtù della fiducia e della simpatia che provavo nei confronti del mio gruppo e dei responsabili, ho deciso di prendere il Gohonzon, e di aderire così alla Soka Gakkai. La cerimonia di consegna, lo ammetto, si è rivelata emozionante persino per me, da sempre poco incline ai raduni ed alle manifestazioni collettive.

Il vero punto di rottura, si è verificato quando ho cambiato gruppo - per ragioni "logistiche" (diciamo così): se i primi "buddisti" che ho incontrato erano amichevoli e tolleranti, questi si sono rivelati l'opposto. E poi, numerosi particolari non cessavano di turbarmi: la fotografia di Ikeda che campeggiava sotto il Gohonzon. come un santino da venerare; il morboso interesse per libri, riviste, testimonianze derivate da un'unica fonte - naturalmente, la Soka; sms continui di membri, che mi scrivevano "Vengo a recitare da te", senza mai badare che la mia vita era scandita dal lavoro, dallo studio e che condividevo la stanza (ove avevo collocato la pergamena) con mia sorella (la quale, magari, aveva pure il diritto di occupare la propria camera) ... Un paio di responsabili (di settore? di capitolo? Non ricordo) mi hanno raggiunta persino in ufficio (durante la pausa pranzo), portando materiale vario per convincermi a fare il "cicerone" per una mostra (dato che, visti i miei impegni, ero recalcitrante ad accettare la loro candidatura, hanno pensato bene di passare ad un approccio più diretto). Non ho mai abbassato la guardia, però, ed i miei "compagni di fede" di allora hanno percepito la mia resistenza. Quando, nel corso di uno zadankai, ho sentito un tizio sostenere che: "Una volta c'erano Dante e Shakespeare, ora c'è Ikeda", il mio cuore di studiosa di Letteratura si è infranto. Può apparire sciocco, ma proprio quella è stata la cosiddetta goccia che ha fatto traboccare il vaso, che mi ha persuaso a piantarla. Da quella sera in poi, mi sono convinta che frequentare gruppi - canonici, della sezione giovani o leonardo, delle donne eccetera - non era davvero cosa per me, e così ho troncato la mia frequentazione, di punto in bianco. Dopo un po' di tempo, ho smesso di recitare Gongyo e Daimoku, senza che piaghe bibliche (o dal Sutra del Loto) s'abbattessero su di me, da un giorno all'altro, ed ho deciso di avviare la pratica per cancellare il mio nome dai registri della Soka Gakkai. Ho restituito il Gohonzon ai devoti praticanti, e mi sono totalmente distaccata da quella comunità, senza alcun rimpianto. Ancora oggi, a distanza di più di un anno, la persona che mi aveva fatto shakubuku (si scrive così?) - nonostante ostenti di rispettare la mia decisione - si lancia in inviti ad incontri di donne "buddiste"; inviti che, sia chiaro, declino con gentilezza - almeno, fino al giorno in cui risponderò chiaramente che non voglio più avere a che fare con la realtà della Soka Gakkai.

La mia esperienza può sembrare anonima: in fondo, non ho subito alcun trauma, non ho riportato conseguenze decisive, ed i praticanti non mi tormentano (gli inviti di cui sopra sono rari, e per ora rappresentano solo timidissimi tentativi); tuttavia, credo sia importante permettere di comprendere che è sempre possibile trovare in sé un po' di discernimento. Ora, non appartengo a nessuna religione o corrente (non sono cattolica), e quando sento parlare di Soka Gakkai non mi ritornano in mente le belle serate dei primi tempi (belle, perché in compagnia di persone accettabili), ma solo i discorsi fondamentalisti che mi hanno fatto tornare sui miei passi. Nel frattempo, ho cominciato ad informarmi, spulciando vari siti di (contro)informazione - tra cui questo, ed ho rabbrividito - pensando che ho corso un rischio notevole. L'unico consiglio che posso dare è che la forza per uscire da situazioni nere è in noi, e non parlo per retorica; nessuno potrà mai darci una soluzione, pretendendo che sia definitiva (men che mai Ikeda), se prima non ci imponiamo di reagire e di avere la giusta considerazione di noi stessi.

In conclusione, vorrei ringraziare S., alla quale avevo fatto un maldestro shakubuku (mi aveva semplicemente sentita parlare di "buddismo" con mia sorella ed alcuni compagni di facoltà - e ne parlavo in relazione ad un coinquilino ultrabigotto). Dopo aver assistito ad alcuni zadankai, ed aver presenziato a qualche riunione con i giovani, S. ha deciso che non voleva prendere parte alla Soka Gakkai. Si era documentata con attenzione, ed aveva fatto le sue scelte.

Avevi ragione, S. Grazie.

E grazie anche a Carlo, ed a tutti voi, per l'attenzione.

W la libertà!!!

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"[...] Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguire virtute e canoscenza [...]"

Dante, Inferno XXVI 118/120

"Perché una volta che il male di leggere si è impadronito dell'organismo, lo indebolisce tanto da farne facile preda dell'altro flagello, che si annida nel calamaio e che suppura nella penna." Virginia Woolf

"Quando si è artisti, quando si creano film, è molto importante non essere logici. Bisogna essere incoerenti. Se si è logici, la bellezza ti sfugge, scompare dalle tue opere. Dal punto di vista delle emozioni, bisogna essere illogici, è proibito non esserlo. Ma se si ha fiducia nelle proprie emozioni, allora si può essere del tutto incoerenti. Non fa nulla. Perché si ha il potere di cogliere le conseguenze delle emozioni che hai suscitato. Per sempre." Ingmar Bergman

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13 (marzo 2009)

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VOGLIO RACCONTARE LA MIA TESTIMONIANZA A TUTTI. PER OVVIA PRIVACY, SENZA FORNIRE ALCUN DETTAGLIO ANAGRAFICO. BENE, INIZIAMO COL DIRE CHE SONO FRESCO DELL'AMBIENTE. . . SOPRATTUTTO PER QUELLO CHE RIGUARDA IL FAMOSO OGGETTO DI CULTO. . . . AMMETTO CHE DI TUTTO CIO' CHE HO LETTO, SONO MOLTO SCOSSO. . . PROPRIO PERCHE' SONO SICURO, DI AVER CAPITO DA CHE PARTE TIRI IL VENTO. . . . DIREI CHE TUTTO COMBACI CON LE TESTIMONIANZE ALTRUI. . . DIREI, CHE MI DISPIACE PER TUTTI I PRATICANTI CHE NON SAPPIANO ANCORA DI ESSERE NELLE MANI DI UN SISTEMA INGANNEVOLE, FATTO CON UNA TALE INTELLIGENZA E MALIGNITA'. . DA METTERE I BRIVIDI. . . USARE LA DEBOLEZZA E LA FRAGILITA' PSICOFISICA, A SCOPO DI ARROGANZA E XENOFOBIA DI LUCRO. . E' GRAVISSIMO! CERTO, C'E' DA DIRE CHE MOLTI PERSONAGGI, E I LORO INTENTI POSITIVI, SIANO DAVVERO FATTI COL CUORE. . . . INTENDO, L'AIUTO MORALE. . I BUONI CONSIGLI ETC ETC. . . MA IL PROBLEMA QUINDI DOV'E'? CERCHERO' DI RAPPRESENTARLO IN PUNTI. . . . . IL PROBLEMA E' CHE SI ENTRA A FAR PARTE DI UN VORTICE PERICOLOSO CHE COMPRENDE:

1) INCULCO DI UNA DOTTRINA NON PROPRIAMENTE ESATTA MA SOPRATTUTTO NON COMPLETA.

2) DISTACCO DALLA PERCEZIONE DELLA REALTA', DOVUTO ALL'AUTOCONVINCIMENTO NEL CASO DI AVVENIMENTI POSITIVI E ATTRIBUZIONE A POCA PRATICA, NEL CASO LE ESPERIENZE SIANO NEGATIVE.

3) E DI CONSEGUENZA, LA PIU' GRAVE, LA RIVOLUZIONE UMANA. . . CONCETTO TANTO IN USO NEL GERGO GAKKIANO. . . SI, PERCHE' ESSA AVVIENE QUANTOMENO. . . . LA RECITAZIONE DEL DAIMOKU, PRODUCE DEGLI EFFETTI. . . PERO' C'E' DA PRECISARE UNA COSA MOLTO IMPORTANTE! E' DA PRENDERE MOLTO SERIAMENTE! SI INNESCA NEL CERVELLO, UN MECCANISMO CHE VA' A MODIFICARE LA PRODUZIONE DI VARIE STANZE COME L'ENDORFINA E L'ADRENALINA!! !! !! !! ! DETTO COSI', PUO' SEMBRARE UNA COSA ANCHE POSITIVA. . . LE PALLE!! !! SCUSATE IL LINGUAGGIO, MA MI PARE IL MINIMO PER IL RISCHIO CHE SI INCORRE, DEL QUALE NE HO PROVATO LE CONSEGUENZE SULLA PELLE. . . . QUESTE MODIFICHE INNATURALI DEL SISTEMA ENDOCRINOLOGO, APPORTATE SU DI UN SOGGETTO GIA' PROBLEMATICO E MAGARI CON VARIE PATOLOGIE INERENTI ALLA PERSONALITA'. . POSSONO PROVOCARE DEI DANNI ANCORA PIU' GRAVI!! !! !! !! !! !! !! !! COME SI PUO' SPIEGARE A UNA PERSONA CHE ORMAI CREDE CHE TUTTO QUELLO CHE RIGUARDI LA VITA, DIPENDA DA QUESTA PRATICA DISTORTA E PIENA DI PROFONDE CONTRADDIZIONI? COME SI FA' A FAR CAPIRE CHE SAREBBE LA STESSA COSA RECITARE CONTRO UN MURO RIPETENDO: "COCA COLA-COCA COLA-COCA COLA. . "! AVREBBE LO STESSO RISULTATO MEDICO-SCENTIFICO!! E' DALL'INIZIO DEI TEMPI CHE LE RELIGIONI PROPONGONO VARI CANTI, ROSARI, HARE KRISHNA, HARE RAMA. . ETC ETC. . . CON LO STESSO RISULTATO! IL RISULTATO DI QUESTE PRATICHE RIPETITIVE E RITMICHE E' UNO STATO EUFORICO ED IPERATTIVO. CIO E' DOVUTO AL LIVELLO DI ADRENALINA NEL SANGUE. NON SI TRATTA DI NULLA DI MISTICO!! !! !! !! !! !! !! !! !! !! TUTTO CIO', NON HA NULLA A CHE VEDERE COL BUDDISMO! PER TANTO, CONCLUDO NEL DIRVI CHE LE PERSONE INERENTI A QUESTA "ASSOCIAZIONE", NON HANNO DEL TUTTO COMPRESO SIA LA GRAVITA'CHE IL SENSO DI CIO' CHE STANNO PORTANDO AVANTI. . . MAGARI DA UNA VITA!! !! !! !! !! !! !! ! MI RITENGO FORTUNATO, PERCHE' GRAZIE ANCHE ALL'AIUTO DI ALCUNI CONCETTI BUDDISTI, CHE SICURAMENTE IN FUTURO APPROFONDIRO' ANCORA MEGLIO, MA ANCHE ALLA PSICO-ANALISI HO RITROVATO UNA CONDIZIONE VITALE CHE MI HA PERMESSO DI SCINDERE COSA E' BENEFICO O DANNOSO PER ME!! !! C'E' UNA COSA CHE CI CREDIATE O NO CHE FA' DAVVERO LA DIFFERENZA NELLA VITA: SONO LE ESPERIENZE, LA SOFFERENZA, IL SENSO DELL'AUTOCRITICA E DI ANALIZZARE DAVVERO CON LA PROPRIA TESTA TUTTO QUELLO CHE LA VITA CI PONE DAVANTI. SOLO QUANDO PRENDEREMO PIENA COSCIENZA DI TUTTO CIO', AVREMO UN QUADRO PIU' PROFONDO NELLA NOSTRA ESISTENZA! QUANDO, PER OGNI COSA IN CUI FAREMO O CREDEREMO, CI METTEREMO IL CUORE! VI SALUTO E RINGRAZIO TUTTI COLORO CHE ABBIANO VOLUTO DEDICARE 5 MIN. DEL PROPRIO TEMPO PREZIOSO PER FAR SORGERE QUANTOMENO UN SENSO DI RIFLESSIONE. IL MIO SCOPO, ERA QUELLO. GRAZIE CARLO

12 (ottobre 2008)

*** Ciao sono un membro della Soka Gakkai ... Premetto subito che quello che dite, sono molto d'accordo sul "lato oscuro" della Soka Gakkai che voi descrivete perché quello che leggo nelle esperienze pubblicate ha un'effettivo riscontro nella realtà, in maniera diretta e indiretta ho assistito a tante scene di autoritarismo, convincimento ad abbonarmi alle riviste, l'importanza dello zaimu (offerte alla Soka Gakkai) e tutta una serie di cose che mi hanno messo il dubbio più di una volta… Io faccio attività di protezione e spesso faccio il turno al centro culturale, la sera quando è chiuso, prima di andare a dormire mi guardo quasi sempre le videoguide del presidente della Soka Gakkai Ikeda.. Nelle ultime sarà forse perché sono prevenuto specie da quando seguo i vostri forum, faccio caso a discorsi che prima non ci davo peso più di tanto… Sento testualmente discorsi tipo: … sono io il vostro unico maestro… , solo la Soka Gakkai sta facendo questo… quello… riferito o ad una cosa o a un'altra esaltando le gesta di questo movimento che sicuramente qualcosa di positivo alla base, ma che sempre più c'è qualcosa che non mi convince, dando sempre più voce a quei dubbi che ho sempre avuto da quando ho intrapreso il cammino in questa fede… Noi viviamo in un mondo, che sappiamo, che di gente veramente onesta nei ranghi alti non c'è e se anche ci fosse c'è un sistema che se non sei un ladro, te lo fanno diventare, specie quando i soldi che circolano, cominciano ad essere tanti e nella Soka Gakkai personalmente ritengo che esitano molti personaggi di questo tipo ai vari livelli… Sono d'accordo ( e si vede ) sul fatto che dietro questa organizzazione religiosa ( o setta a seconda dei punti di vista) c'è un marketing pauroso… Non capisco perché la Soka Gakkai in Giappone avesse bisogno di fondare un partito politico come il Komei-To, che mi risulta sia il terzo partito più importante a livello nazionale… Volevano forse copiare come è stato fatto in Italia con il Vaticano con la sua Democrazia Cristiana di allora poi con gli attuali partiti che ne sono derivati ? Che interesse c'è per fondare due università Soka in America e in Giappone, sono state veramente create per educare persone di valore come dicono ? Che cosa c'è dietro al fatto che Ikeda sforni libri a getto continuo ( anche se personalmente ritengo che alcuni hanno contenuti veramente validi ) oltre a sostenere che vuole lasciare ai posteri più materiale di studio possibile, lo fa per la cultura, così i suoi discepoli li comprano a man bassa, o per qualche altro motivo ? Che bisogno c'è di riaggiornare gli scritti di Nicheren Daishonin (che ritengo personalmente un'insegnamento valido , ma di questo parlerò poi… ) che andavano ancora bene le vecchie traduzioni di insegnamenti di oltre 700 anni fa, le nuove versioni di cui ho visto delle bozze che altro non sono che un semplice riadattamento, viene fatto tutto questo per il solo motivo di rendene più comprensibile la lettura in una versione più "moderna" come sostengono, oppure per vendere a migliaia di membri le nuove versioni ? Dietro la rottura della Soka Gakkai con il clero ( Nicheren Shosu ) tra i vari motivi è sempre stato detto che le offerte dei membri che andavano ai preti, loro le sperperavano a fini personali.. Si trattava sicuramente di un giro di soldi enorme, che dopo la rottura i preti non hanno più potuto usufruire, ma le offerte adesso che sono tutte della Soka Gakkai saranno veramente usate bene ? Dietro a tutto il casino che è successo a fine 2001 nella Soka Gakkai Italiana che molti ricorderanno, come mai dopo poco dopo è stato reso pubblico in un'articolo sul Nuovo Rinascimento, una rivista quindicinale della Soka Gakkai, di come se non ricordo male, vengono gestiti i fondi e stipendi dell'isitituto e non ultimo reso pubblico il bilancio annuale, si spera non taroccato, consultabile presso i centri culturali , cosa che prima non veniva mai fatto… Dovevano nascondere qualcosa ? La lista dei dubbi sarebbe ancora lunga, i dubbi sopra esposti sono tutti a carattere personale, ma non credo di sbagliarmi di molto… Se si fa caso a quanto esposto tutti i dubbi hanno in fondo qualcosa in comune… I soldi !!! Ho sempre detestato a chi specula sulla fede altrui, quando ho letto di Ikeda sul sito Fiordiloto.org cosa diceva del presidente della Soka Gakkai che da un nota rivista di economia Asiatica nel 2001era classificato al 19° posto nella classifica tra gli uomini più ricchi dell'Asia davanti al presidente della Sony e se non ricordo male anche a quello della Mitshubishi, sono rimasto davvero male, ultimamente sempre più documentandomi, in giro, non ho letto o sentito nessuno fuori dall'ambiente della Soka Gakkai, parlare bene di questa organizzazione ( o setta ? ), non ho mai dato molto peso alle voci, ma ho sempre ritenuto che quando le voci che sento cominciano ad essere tutte concordi, ritengo inevitabile dedurre che le voci siano veritiere… Sono diventato membro della Soka Gakkai quando presi il gohonzon nel dicembre 2001 e pochi mesi dopo si è scatenato all'interno della Soka Gakkai un putiferio che tutti ricordiamo… Ho assistito a riunioni di "rappacificamento" dove si cercava alla presenza di responsabiloni di cercare di calmare gli animi con paroloni che avevano un grande effetto iniziale, ma che nascondevano i veri motivi e rimedi per uscire dal malcontento che si era venuto a creare… Persone e responsabili che venivano attaccate e colpevolizzate per motivi futili, modo di fare dei responsabili troppo severi… Io sono una persona che ha sempre cercato di valutare le cose in tutti gli aspetti , a volte riuscendoci e a volte no… Io pratico da circa otto anni e all'inizio penso di avere avuto la fortuna di essere capitato in un gruppo (che poi è stato sciolto per questioni numeriche) dove si raccontavano esperienze di vita incredibili, gente che grazie alla fede riusciva ad andare avanti in situazioni disastrose sempre con speranza e a vincere i propri problemi… Io era circa un'anno che avevo perso mia madre per una malattia incurabile e mi sono sempre detto che per quanto aveva sofferto, un Dio non esistesse e non credevo a nessun tipo di fede, sentire queste esperienze veramente raccontate con il cuore a me hanno sempre avuto un'effetto altamente positivo,,, Ho e ho avuto responsabili che dal lato umano sono stati qualcosa di grandioso, facendomi crescere e imparare un modo nuovo di vivere la vita praticando questo buddismo di Nicheren Daishonin… Ho iniziato e continuo a praticare con molta fiducia perché a suon di fatti per me è una pratica che funziona e non ne posso più fare a meno… L'ambiente buddista in cui vivo mi dà la forza e una fiducia che non ho mai avuto prima, grazie alla fede che ho trovato al suo interno riesco nonostante tante difficoltà a non arrendermi e a vedere le cose dal punto giusto, ad andare avanti seppure con alti e bassi, contro i miei problemi cercando di risolverli con la serenità che la fede può dare… Dal punto di vista della legge cosiddetta "mistica" sarà per molti una cosa discutibile, ma anche se non ci crederete, io mi sono dovuto arrendere all'evidenza… Troppe sono le risposte che ho avuto e i cosiddetti benefici che mi si sono presentati con una precisione cronometrica e che tuttora continuano a sorprendermi… Sono davvero troppe per essere dovute a semplice coincidenza… . Perché ho raccontato tutto ciò ? Semplicemente per far notare qualora ce ne fosse bisogno che nonostante tutto il marcio che ci possa essere in questo ambiente fortunatamente ( almeno nel mio caso ) ho a che fare nella stragrande maggioranza con gente sincera che ha veramente a cuore la felicità altrui e solo per questo non mi sento di abbandonare questo sentiero, anche perché ho avuto il piacere in varie occasioni di sentire storie simili alla mia raccontate da cattolici, musulmani o altre religioni… Cambiavano nome al Dio, alle preghiere, ma la sostanza è sempre quella, non esiste dal punto di vista della fede, una religione migliore di un'altra… La fede è fede ed è grandiosa quando è sincera… Il problema è quando viene strumentalizzata, io l'ho trovata nel buddismo di Nicheren Daishonin che insegnano nella Soka Gakkai, ad ognuno la sua… L'uomo ho bisogno per natura di credere in qualcosa, sta a noi se veramente lo vogliamo, a cercare cosa è più adatto a noi… Concludo ringraziandoti di avere avuto la pazienza di leggermi fin qui dicendo un'ultima cosa… Adesso combatto con me stesso specie da quando leggo i vostri forum… Da una parte i miiei dubbi vorrebbero che non fossi più membro della Soka Gakkai, dall'altra non so se sarebbe la decisione giusta… Per adesso, forse sarà egoistico quello che dirò, ma al momento l'unica cosa da fare è prendere quello che c'è di buono in questa organizzazione rimanendo dell'ambito del mio gruppo e limitando al massimo con l'organizzazione… E quando questo mio malcontento verrà alla luce, se sarò trattato come ho sentito in tante esperienze nel forum, avrete un'altro motivo in più qualora ce ne fosse bisogno di affermare la vostra verità…

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11 (agosto 2008)

*** ho iniziato a praticare il buddismo della soka gakkai nel 1989 a 11 anni per mia scelta. La mia vita non è stata rosa e fiori e sono stato costretto dagli eventi a crescere prima degli altri. (padre tossicodipendente che se n'è andato quando avevo 4 anni e madre diciassettenne scappata di casa con vari problemi).

Ho conosciuto il buddismo Soka grazie ad amici di famiglia di Roma. La sera incuriosito dalla loro pratica ho chiesto informazioni e ,attirato dal fatto che avrei potuto avere le risposte concrete che al contrario il cristianesimo non mi dava, ho convinto mia madre (molto restia all'inizio) a seguire questo culto.

Passati tre anni mia madre si sente sempre più coinvolta in questa cosa, comincia a sostenere esami per diventare responsabile, si carica di turni al kaikan ,insomma è entrata a far parte di quella spirale di obblighi e doveri in cui ti trovi dentro se sei membro della soka gakkai,e permettimi di dire che mia madre era ed è ancora consapevole di quello che sta facendo; purtroppo alcune persone bramano dal desiderio di avere un minimo di potere ,essere ascoltate e la soka le esaudisce.

Compiuti 16 anni e all'incirca 6 mesi addietro avevo smesso di recitare in quanto non riuscivo più a trovare le risposte che volevo e stavo male ogni volta che mi mettevo davanti a quella pergamena. Oltre a questo si aggiungevano le minacce di mia madre che mi obbligava a recitare dicendomi che ero il DEMONE DEL DUBBIO solo perché mi permettevo ,durante le riunioni di discussione, di fare domande che fino a qualche anno prima erano scontate ma che in quel momento non lo erano più. Per evitare di farle fare brutte figure davanti agli altri praticanti mi è stato consigliato di evitare di partecipare ad altre riunioni, e così ho fatto, sentendomi alleggerito da un peso enorme …… (come ben sapranno gli ex membri ,la casa può andare a rotoli ma quello che conta è mantenere integra la facciata); ovviamente mia madre da buona responsabile e studiosa del gosho non poteva permettere che proprio suo figlio la facesse sfigurare davanti agli altri e per questo non si dava per vinta. Ha escogitato qualsiasi cosa dalle minacce verbali alla violenza psicologica con pessimi risultati poiché io ero ,e tuttora sono, padrone della mia vita e delle mie scelte giuste o sbagliate che siano…

Compiuti 20 anni me ne sono andato di casa, stanco di continue liti e arrabbiato nel vedere mia madre rovinata da un falso culto che continuava a mettere al primo posto tralasciando quelli che dovrebbero essere gli obblighi morali e civili in una famiglia (che nel frattempo si era allargata, in quanto mia madre si è risposata con un altro membro soka e ha avuto una bambina con altrettanta sorte) .

Premettendo che in quella casa mi sono sempre sentito un estraneo me ne sarei andato anche prima se solo le possibilità economiche me lo avessero permesso, purtroppo ero operaio e il mio stipendio non me lo permetteva… ma il destino ha voluto che proprio a 16 anni ,nel maggior momento di mia crisi religiosa e personale ,conoscessi una ragazza che mi ha sostenuto ed aiutato in tutto e per tutto. Grazie a lei con fatica ho ricominciato tutto da zero e ho fatto pulizia nella mia mente e nella mia vita.

All'età di 24 anni però il fato ha voluto da me un'altra prova ancora più dura dell'essere rifiutato dalla propria madre… mi ha seduto su una sedia a rotelle a causa di una malattia del sistema immunitario.

Con mia madre era dall'età di 20 anni che non avevo e non volevo rapporti, il male che mi aveva fatto era ancora vivo nei miei pensieri…. Qualcuno tempo dopo le aveva fatto sapere che stavo male e lei prontamente alza la cornetta e con il suo finto fare gentile che solo un membro soka sa usare mi ha detto che la mia malattia è la punizione per averla rifiutata ….quella è stata una delle tante chiamate alle quali io non sapevo cosa rispondere; mi sembrava di parlare con un libro stampato della "esperia" e soprattutto con una persona che partiva dal presupposto di avere sempre ragione. Non mi sembra che i nostri mondi ci appartengano più, la ringrazierò sempre per avermi dato la vita ma la mia riconoscenza si ferma a questo perché di tutto il resto è stata molto carente…. Quando ho avuto più bisogno di una madre lei non c'era era troppo presa dai suoi impegni ed ora ne paga le conseguenze, perché per quanto vi dicano che recitando pulite il vostro karma o pregando vi vengano perdonati tutti i peccati, sappiate che sarà così in paradiso, perché sulla terra si raccoglie quello che si semina.

Questi sono alcuni degli sms che ho ricevuto da lei ,da quando sono ammalato, e ai quali non ho dato mai una risposta. Alla mia richiesta di un sussidio alimentare in quanto la mia malattia mi aveva privato di un lavoro e della possibilità di mantenermi, lei ha risposto :"non pago le falsità"… "Puoi comprendere che tutto questo odio continua a danneggiare la tua vita", "In un gosho Nichiren afferma che tutte le preghiere di chi recita daimoku ottengono risposta e in un altro dice che grazie ad una forte fede si possono sconfiggere le più gravi malattie . Perché non dai questa possibilità alla tua vita"… ha persino incolpato la ragazza che ho conosciuto a 16 anni e che ora è mia moglie …."il tuo odio così profondo nuoce a te e a mio figlio… vedi un po' tu cosa ne vuoi fare di tutto questo"..

In un secondo tempo però ha provato anche con le maniere dolci… "non pensi che se potessi ti darei le mie gambe", "il tuo silenzio ci pesa nei nostri cuori" .ikeda dice… nichiren ha detto… ecc ecc...

Purtroppo questa persona dice a me che la rifiuto, ora che ho un lavoro, una moglie e una vita serena per quanto una sedia a rotelle te lo permetta, lei che non si rende conto di essere talmente accecata dall'odio che usa questa "filosofia di vita" ,che ti propone la soka gakkai, come giustificazione per ogni suo comportamento meschino che va a ledere e ferire l'altrui morale .(può calpestare e offendere le persone che la circondano intanto recitando pulisce il suo karma negativo, come un cattolico che confessandosi viene perdonato di ogni peccato. Sono d'accordo ma il perdono per i precedenti non implica a commetterne di nuovi)!!!!

In conclusione non voglio dire nulla di scontato contro la soka gakkai che non sia già stato detto ,anche perché io sono l'esempio lampante che per quanto ti possano circuire siamo sempre noi che accettiamo di farne parte e noi che decidiamo di allontanarcene…. mi sono sempre sentito dire "segui la legge e non la persona", "i miei responsabili non sono così, mi dispiace se tu hai trovato persone poco sincere… bla bla bla"; a queste persone non dirò di stare attente ,perché è una setta pericolosa dove fanno il lavaggio del cervello ecc ecc, ma voglio solo dire che c'è un limite entro il quale bisogna stare e che è quello che insegnano tutte le più grandi religioni del mondo e cioè il rispetto dell'altrui persona… e quando vediamo che questo rispetto viene a mancare e che i dogmi superano la ragione, proviamo a fermarci a riflettere e a ragionare non come Tizio buddista soka o come Caio cattolico ,ma semplicemente come Tizio e Caio esseri umani senza preconcetti stampati nella mente… un po' come quando si era piccolini….

Grazie per la pazienza

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10 (luglio 2008)

***

ho conosciuto quel buddismo nel 97 al penultimo anno delle superiori ero gia maggiorenne, seguivo un corso la sera di allestimento vetrine a Pinerolo in provincia di Torino.
L'insegnante mi aveva fatto il fatto famoso shakubuku, diventammo subito amici, mi porto' a meeting ero incuriosito affascinato ero debole.
facendola breve non ho trovato lavoro  per 3 anni dopo che ero stato licenziato per esubero di personale in un negozio.
Mi hanno consigliato di tutto non ero determinato, non ero coraggioso dovevo aumentare il daimoku fare shakubuku mettere piu' azioni... insomma riuscivano sempre a farmi sentire fuoriluogo ed in colpa, quante volte sono tornato a casa piangendo... quante volte forse troppe. Troppe.
Mi sono trovato nel [periodo in cui la gakkai stava distruibuendo le divise biakuren sokhan (scusate gli errori di ortografia) ... dopo qualche mese mi sono trovato al kaikan di Torino per fare il mio turno, mi rendo conto che non trovavo piu' il maglione della divisa il giorno dopo avevo un altro turno mi sono presentato senza maglione , non vi dico cosa  e' successo mi hanno preso da parte due responsabili giovani uomini e mi hanno "fatto nero" mi hanno parlato per 20 minuti mi hanno detto che ero superficiale ma la cosa che mi ha fatto piu' male e' stata quando mi hanno detto "...perdere quel maglione sara' la tua fortuna...!" quando ho chiesto il perche' i due responsabili si sono alzati e se ne sono andati dicendo entrambi "vabe' andiamo e' tempo perso non hai capito!!!!..."
per finire in bellezza ho avuto lo shampoo anche da un responsabile nazionale giovani,  di fornte a decine di persone.
Insomma sono tornato a casa e non ho praticato per settimane.
una mia cara amica dopo qualche anno smise di praticare,  e l'anno seguente smisi anche io, ero stufo della rigidita' ma mi ero anche reso conto che realizzavo senza praticare... quanto mi sono sentito  male quando ho smesso, cioe' voglio dire avrei veramente avuto bisogno di una terapia (che erroneamente non ho seguito) a volte ancora ora mi sento male, solo a parlare di daimoku mi viene male, che poi diciamola tutta e' una frase che e' stata inventata da un persona comune che non ha mai avuto tutto questo effetto su di me, non mai realizzato nulla sicuramente sono cambiato , ma io dico cavolo avevo 20 anni quando ho cominciato e 27 quando ho smesso voglio dire i passi avanti li facciamo tutti bisogna solo VOLERLO.
Non vi dico quante belle occasioni in famiglia o con gli amici mi sono perso per andare a meeting c'era un periodo in cui facevo solo attivita' ed e' durato 2 anni come un pazzo, avanti ed indietro non avevo un lavoro e miei genitori mi mantevano la benzina (che umiliazione) non potevi sentirti arrabbiato non potevi mostrare rancore non potevi avere idee personali e guai se abbandonavi, mamma mia p[lagio a tutti gli effetti, ricatti morali mi faciano sentire sempre male.... e quando me ne sono andato mi hanno bombardato per 15 giorni per fortuna ho tirato fuori le palle e li ho mandati tutti a stendere e quelle poche amicizie che avevo sono sparite definitivamnte.
avevo solo "amici" buddisti la mia mia vita e' definitivamente cambiata mi sento meglio e realizzo lo stesso....pensiero positivo e poi credere in se stessi.
non parliamo di come trattavano i membri che abbandonavano il buddismo "traditori" persone da compatire mandargli daimoku a raffica... cose da brivido che se poi penso alle persone che mi hanno seguito in tutto quel periodo e che sono sempre state molto severe con me pensando ceh avrei riolo i miei problemi insomma quando ho praticato anni per il problema del sovrappeso e quando ho smesso pesavo 120 kg (dal nervoso mi mangiavo anche i mobili di casa) solo adesso do[po 3 anni riesco a svegliarmi senza sentirmi in colpa per il fatto che non pratico piu'  per  tutto il  plagio che ho subito.
Putroppo anche io sono stato come loro e ragionavo come loro c'e' poco da fare non uno che non vuole sentire e peggio di un sordo.
Quindi ho smesso di parlare (di pratica) con l'unica mia amica che ancora segue la pratica.
Ne sono fuori!!!!!!!!!
ps \Non vi dico come e' stato trattato un ragazzo che era ex tossicodipendente... quando ha ricominciato a drogarsi hanno detto che la sua pratica non era corretta .... poco daimoku.... blaaaa che schifo se ci penso.

9 (giugno 2008)

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3 settimane fa un mio amico mi ha rivelato di essere buddista e mi ha invitato a un meeting e io, persona curiosa, aperta e affascinata dalle filosofie orientali, ho deciso di andare a vedere cosa facevano. Mi sono ritrovato in mezzo a persone che recitavano ripetutamente questo mantra fissando una pergamena, e sulle prime mi è sembrato molto buffo, poi però questo suono ha cominciato a prendermi e comunque sentivo un'energia molto bella e calorosa, e anche dopo la recitazione l'atmosfera era molto calda. Ho deciso dunque di "seguire questo gruppo di buddisti" siccome nessuno, in questo primo incontro, aveva neanche accennato al fatto che dietro a questo culto c'è un'associazione.

Al secondo incontro mi è stato dato il libretto con il sutra e le preghiere, ed ecco la prima anomalia che ho riscontrato: il libretto riportava il nome dell'associazione italiana soka gakkai, associazione di cui ancora non mi è stato detto niente. Seconda anomalia: per praticare bene bisogna fare il gongyo che prevede, tra le altre cose, di rivolgere una sincera preghiera in favore della soka gakkai, dei suoi fondatori e del presidente Ikeda. Questo non mi sembra nè buddista nè spirituale, suona più come un trucco per far nascere, in persone fragili, una cieca fiducia e devozione in un'associazione e in personaggi di cui, nella maggior parte dei casi, i devoti praticanti non sanno nulla.

Terza anomalia: in questo incontro mi si è accennato allo shakubuku, e questa è stata la prima cosa che mi ha dato fastidio: cercare di convincere a tutti i costi altre persone a credere in ciò che credo io, e con ogni mezzo, a casa mia si chiama proselitismo e non ha niente a che vedere con l'interiorità o con la voglia di migliorare la vità propria e degli altri (ciò dovrebbe essere lo scopo del shakubuku).

Di contro devo dire che i praticanti di solito sono persone buone e sincere (e ingannate), e quando fanno shakubuku hanno davvero le migliori intenzioni del mondo e non ci guadagnano niente, perciò se qualche amico o parente che pratica cerca in tutti i modi di attirarvi agli incontri, non siate scortesi con lui ma invitatelo, con tutta calma, a riflettere su ciò che sta facendo (proselitismo) e a riflettere sul fatto che l'associazione lo sta utilizzando gratuitamente per accrescere il numero di adepti.

Un'altra anomalia di cui mi sono accorto quasi subito è: il gohonzon è indispensabile per praticare questo culto, tuttavia ai principianti è "concesso" di non possedere la magica pergamena.

In seguito ho partecipato a 2 meeting, in cui si parlava di karma e dei 10 mondi, e mi sento in grado di trarre le prime conclusioni.

Mi sono avvicinato a questo culto il un periodo di relativa tranquillità e benessere psicologico, per curiosità personale, ma ho notato che non è stato lo stesso per quasi totalità dei praticanti. In queste persone, che sono tutte calorose e benevole, ho notato malesseri e disagi psicologici di varia natura e dimensione, e ho notato delle punte di fanatismo e livelli di dissociazione piuttosto alti soprattutto da parte delle persone più fragili o più martoriate dalla vita. A me personalmente la recitazione di questo mantra mi sta facendo del bene, ma come ho già detto sono in una condizione stabile e comunque non ho creduto a tutto quello che mi hanno detto, ad esempio io recito senza pormi obbiettivi, poichè mi sembra un capriccio, una distorsione della realtà, e comunque niente di spirituale/liberatorio. Per cui mi rivolgo a chi ha appena cominciato a praticare (ma anche a chi c'è dentro da un po'), soprattutto a coloro che si stanno affidando a questo culto in un periodo nero della loro vita: STATE MOLTO ATTENTI! Recitare un mantra può davvero fare bene, ma non può essere la panacea di tutti i mali, la vita non fa sconti solo perchè si recita la formula magica! Inoltre, chi cerca dentro se stesso non adora un idolo in cambio di benefici, pensateci bene, questo non è spiritualità, è materialismo!

Ora, questi meeting in effetti sono molto piacevoli e si parla di cose interessanti in cui io stesso credo (karma, condizioni dell'anima etc...) tuttavia, dopo quattro incontri nessuno aveva ancora parlato della soka gakkai e della sua organizzazione e la cosa mi è sembrata strana.

Fortunatamente sono curioso e sospettoso, e in questi due giorni non ho fatto altro che spulciare il web alla ricerca di siti inerenti al buddismo (di cui agli incontri non mi si è spiegato quasi nulla), e inerenti alla soka gakkai, e quante sorprese ho trovato! Innanzitutto questo movimento ha ben poco a che fare con il buddismo, almeno con le forme ufficiali, che tutte riconoscono come budda ufficiale il principe Shakyamuni, e dissuadono dalle forme di attaccamento e dai rituali. Voglio precisare che recitare tutti i giorni una formula davanti a un oggetto di culto credendo fermamente che ciò renda la vita migliore, può portare a dipendenza, ci sono persone che non riescono più a fare a meno di recitare nammyohorengekyo, come fosse una droga, per cui ripeto: ATTENZIONE!!!

Il vero buddismo dice che per elevarsi bisogna passare attraverso una presa di coscienza, attraverso una comprensione. Se volete recitare nammyohorengekyo (che vuol dire:"Sono devoto al Sutra del Loto della meravigliosa legge) andate a leggere il sutra del loto (nella vostra lingua), così mentre reciterete il mantra saprete che cosa state invocando. E cercate di affidarvi più alla meditazione che all'esecuzione meccanica di un rito davanti a un idolo.

Per quanto riguarda la soka gakkai, ho trovato molti articoli che la descrivono come una setta, un'associazione losca e oscura, ma di ciò non dico altro perchè chi è interessato può trovare una vasta documentezione in rete.

Concludo ripetendo di stare attenti, soprattutto se si è in momento difficile, poichè si è prede facili: se soffrite (e tutti soffriamo tanto nella vita) non c'è rosario, santino o gohonzon che regga, il potenziale per superare il dolore e (casomai) elevarsi è già dentro di voi, non fatevi abbindolare da chi vi promette benefici e felicità a costo zero!

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8 (febbr 2008)

*** Soka Gakkai e la mia famiglia

Sono un Fiorentino di adozione, sposato da quasi 20 anni con tre figli (due adolescenti ed una piccola).

Per chi avrà un po' di pazienza riporto la mia esperienza esterna con la Soka Gakkai (SG), premetto che questa è una testimonianza viva e che sono ancora in una fase di difficoltà e di riesame di tutto quello che mi è accaduto dopo che infaustamente mia moglie ha deciso di iscriversi alla SG. Ovvio che Io reputo la SG una falsa e assurda pratica pseudo-religiosa che si aggrappa al buddismo come Io tingo di minio la mia cancellata di ferro marcia di ruggine.

Premetto che non ho niente contro qualsiasi religione, anzi in casa mia sono stati benvenuti in passato tutti i credi anche quelli non proprio "trasparenti", abbiamo sfamato gli affamati e dissetato gli assetati, abbiamo accolto predicatori: Cattolici, Testimoni di Geova, Mormoni ed altri. Io non sono religioso in quanto "animista" e quindi non credo in esseri supremi di qualsiasi natura ne credo in feticci vari ne in simboli ne tanto meno nella cabala; ma sono comunque un uomo ragionevole (non un illuminato), non ho un carattere da benevolo ma ho il pregio di saper discutere con pazienza ed eventualmente accettare le cose quando queste sono presentate nei giusti termini speculativi ed hanno una valenza retrospettiva (cosa che i poveretti della SG non sanno neanche cosa sia).

Questo racconto non ha un vero e proprio filo cronologico in quanto molti avvenimenti hanno data presunta (tutto viene fatto di nascosto ovviamente).

  La pace in famiglia, dunque, è stato sempre uno dei miei obiettivi primari. Poi come molte coppie sposate da tanti anni abbiamo avuto i nostri seri problemi. Ho cercato di capirmi a fondo tanto che mi sono messo sotto analisi per mesi e presumibilmente ho individuato varie cause delle difficoltà di coppia che stavamo attraversando. Una volta "denunciati" i miei problemi e quelli che ritenevo anche le deformità comportamentali e psicologiche di mia moglie abbiamo intrapreso un percorso sofferto di riesame e riavvicinamento. Tutto questo ci è costato caro (in tutti i sensi) ma stava dando i suoi lenti frutti. Poi (ed ancora mi sto domandando "perché") mia moglie ha avuto diverse crisi di personalità (ma la verità fa sempre bene?), certo Io ho sbagliato e non poco e quindi ho perso la linea logica di riflessione/discussione che invece doveva essere mantenuta. Mi moglie quindi ha avuto un momento di grande sofferenza e confusione che Io non l'ho recepito in tutta la sua gravità... ecco che all'orizzonte si profila una figura molto familiare (mia cognata) che ci frequenta spesso ed in cui Io riponevo anche grande fiducia e stima. Questa persona professa da anni la sua fede buddista e Io non ho avuto nessun problema ad accettare la cosa (non sapevo che il suo presunto buddismo fosse quello della SG), non ho avuto quindi niente da ridire nel fatto che mia moglie frequentasse insolitamente troppo mia cognata, anzi la credevo dedita al confronto ed un aiuto in più era auspicabile. Dopo diversi mesi di frequentazioni molto assidue mia cognata ha cominciato a recitare ad alta voce in casa mia. Anche qui non ci ho visto niente di male e quindi la cosa ha continuato come prima (gli ho solo chiesto di non farlo davanti ai miei figli per mantenere in casa lo status di neutralità che è sempre stato mantenuto). Dopo non molto tempo ho notato un cambiamento sempre più marcato nei comportamenti esteriori di mia moglie che sembrava spesso assente e lontana dai nostri problemi. Le poche volte che sono riuscito ad intavolare dei dialoghi le risposte o le affermazioni avevamo un non so che di alterato, ovvero non venivano da una persona che conosco molto bene, ma sembravano mediate da qualcosa altro. Non voglio tediare nessuno con particolari stravaganti e quant'altro ho solo capito che c'era qualcosa che non andava. Poi finalmente mi sono svegliato ed ho visto da che parte andava la nave. Un giorno di un paio di anni fa ho banalmente domandato a mia moglie se praticava il buddismo e lei mi ha risposto di si. Da quel giorno ho accettato la cosa con buona serenità, e perché no? Uno dei principi del Buddismo non è per caso la ricerca interiore delle nostre manchevolezze e grazie a queste acquisire una forma mentale/spirituale "migliore" anche in vista del fine ultimo da raggiungere ossia il "nirvana"? Correggetemi se sbaglio. Da allora mi sono messo a leggere qualcosa qua e la e a pormi delle domande molto semplici che poi dovevano essere magari motivo di discussione ed approfondimento in casa. Mi sono molto presto accorto che mia moglie non sapeva darmi nessuna spiegazione neanche banale a domande addirittura elementari e dal quel momento mi evitava o evitava confronti su questo argomento e si che già da non poco frequentava assiduamente la SG (che non sapevo all'epoca cosa fosse). Ogni tanto poi frequentavo con lei alcuni amici di vecchia data detti "buddisti" quindi come sempre tutto regolare per me. Poi anche queste frequentazioni sono diventate sempre più assidue (Io ho smesso di frequentarli quando gli atteggiamenti di questi sono diventati poco chiari e troppo invasivi) e senza tante difficoltà mi sono messo a leggere invece che gli scritti buddisti (addirittura avevo chiesto un paio di pubblicazioni a mia cognata)  tutto quello che c'è in giro sulla SG.

AIUTO!!!! ma dove siamo finiti?

 

Non ho difficoltà a dirvi che la cosa l'ho presa di petto ed il mio assalto alla psiche di mia moglie è stato frontale ed assiduo. Cosa è successo? Ho fatto peggio che meglio. A mie continue domande e richieste di spiegazioni ho avuto solo un irrigidimento totale, un aumento vertiginoso di "zadankai" e risposte da cercopitechi: "…tu hai il Karma negativo…". Spesso sentendosi forte di affermazioni ed indottrinamenti altrui mi ha apostrofato più volte con banali slogan... Io ormai mi sento molto più preparato di lei in materia di esoterismo e prassi stile SG e quindi l'ho atterrata con troppa facilità, addirittura mi sono sorpreso come sia facile lasciare un adepto alle prime armi senza parole (e forse anche qualche ministro). Cosa fa lei in questi momenti di imbarazzo? Lo volete sapere? Guarda svanita fuori dalla finestra e si chiude a riccio, ma il bello è che l'argomento posto in essere da lei e non da me viene immediatamente "dimenticato".

 

Ormai ho capito i vari meccanismi, il condizionamento ed il plagio che viene fatto su chi ha bisogno di vero aiuto e su chi nella speranza di un appiglio viene immediatamente individuato come "facile" per la SG. Ancora non voglio ammettere a me stesso che la SG sia diciamo "pericolosa" in senso lato ma solo una banale impresa multi-livello. Mi stavo quindi cominciando a rassegnare a vivere con uno zombie, accettando la sua scelta e cercando di vedere comunque del positivo in tutto questo, rinunciando anche alle cose semplici della vita: ad uscire (perché esce sempre lei) ad avere persone in casa che frequentavamo da sempre (non sono più gradite) ed a lasciarla in pace con i suoi nuovi interessi/amici ed a sorbirmi anche la presenza asfissiante della cognata.

 

Poi il COLPO DI SCENA... prima di questo vi racconto che ormai da almeno tre anni il mio capodanno lo passo da solo con la mia figlia piccola. La signora invece esce con la cognata e rientra la mattina dopo. Ha provato ad invitarmi cortesemente alle "sue" feste ma ho sempre rifiutato per due semplici motivi: a me il capodanno non dice nulla e preferisco passarlo in tranquillità con la mia piccola; in secondo luogo non ho nessuna intenzione di sorbirmi gonzi vari ed esoterismi. Ma torniamo al fatidico 31/12/07, stavamo facendo i preparativi per accompagnare le mie figlie grandi a rimanere fuori per le feste di fine anno. Per farla breve ho notato che la piccola "recitava" a memoria. Ho ingoiato il rospo al momento, poi ritornato a casa ho convocato la signora chiedendo spiegazioni in una forma decisamente molto minacciosa ed aggressiva. Forse non sarei stato violento se almeno il suo cervello fosse stato in funzione ma alla frase "…tu lo sapevi ed eri d'accordo…" , non ci ho più visto ed invece di fargli violenza ho preferito prima sfasciare qualche arredo e poi andare via con la piccola. Ho sbagliato lo AMMETTO. Mia moglie mi aveva certamente detto che non sapendo dove lasciare la piccola in quei frangenti (alla faccia dei frangenti anche 3 e più ore), la piccola la portava con se e questa con la tata rimaneva in altri ambienti a giocare (e ciò mi pareva ragionevole e rispettoso). Purtroppo ho capito che la bugia è il primo comandamento degli adepti nei confronti dei non praticanti (anche per vergogna credo – perché sono molto ma molto ignoranti in materia di fede buddista).

Alla fine dopo qualche giorno sono rientrato a casa che ed ho cercato di affrontare un dialogo sulla base di premesse futuribili. Ometto quello di cui abbiamo parlato e quanto è venuto fuori da questa triste vicenda sia perché mi vergogno di tanta superficialità sia perché entrerei in contesti non rispettosi e troppo personali.

Ormai il picco della crisi è passato, mi sono messo di impegno ad essere quello che ero a riprendermi con calma e a tendere verso un nuovo status interiore. Sono sicuro che chi fa parte della SG vede in queste mie parole un effetto "benefico" della pratica della signora, pensino quello che vogliono. Io voglio solo vivere al meglio con le mie figlie, il resto conta poco. Le cose sono rimaste quelle di prima e noi due viviamo da separati in casa finché ci sarà possibile. Io passo più tempo al lavoro lei passa più tempo con il suo/sua "shakubuku" & Co.

Sono sicuro che comunque a breve ci saranno sviluppi interessanti in merito a quanto detto non perché improvvisamente tutti e due recuperiamo il terreno perduto (ormai sono più che disilluso) ma sicuramente perché avremo gradite sorprese dall'esterno.

Infine per adesso ho ottenuto solo una cosa: la fatidica cognata, come altri personaggi ambigui sono al momento scomparsi alla vista (ripeto alla "vista" ma ovvio non scomparsi del tutto). Anzi credevo che subito qualcuno di loro si facesse vivo per "difendere" la poverina da un bruto come me (un tenji-ma?). Credo che invece non hanno nessun coraggio ad affrontarmi perché sanno che non accetterò mai un confronto basato solo ed esclusivamente sulla loro misera dialettica lontana anni luce dai principi stessi del buddismo, dai miei e quindi sterile in partenza.

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***Ho iniziato a praticare nell'88, avevo 13 anni. Ho smesso che ne avevo circa 26.
La prima cosa che c'è da dire e che io sono di Firenze, quindi ho subito avuto intorno personaggi come le figlie di Kaneda, la moglie… mi è persino capitato di trovarlo in ciabatte quando andavo a casa sua a recitare Daimoku! Questo per dire che l'influenza che ho subìto è stata da subito molto molto forte!
La seconda cosa riguarda la mia famiglia: i miei genitori avevano iniziato a praticare l'anno prima (nell'87). C'era molta crisi in casa, una crisi che, negli anni a venire, non ha avuto un lieto fine…
Ci mostrarono il buddismo (questo buddismo) come la salvezza delle salvezze. Io ero piccola. Vidi tutto questo come "la nostra personale salvezza". Inoltre oggi so che iniziai a praticare anche per avere qualcosa in più che mi legasse ai miei genitori. In quel periodo la pratica era vissuta molto da Kamikaze. Mi alzavo ogni mattina alle sei per poter fare 1 ora di daimoku e gongyo prima di andare a scuola. Ma c'era qualcuno che faceva sempre più di te… il dolore non spariva. E allora ancora più daimoku. Anche giornate intere…
Ho partecipato ad entrambe le visite di Ikeda. Nel '94 ho fatto gongyo con lui al Kaikan. Mi sentivo una miracolata!
I rapporti in famiglia cadevano sempre più nel baratro. Oramai la nostra forma di comunicazione era solo la pratica. Non c'era nient'altro. Mi chiedo se questa era vita! Naturalmente no.
Oggi so che tutte le ore di daimoku di questo mondo non equivalgono matematicamente al ritrovato amore di tuo padre, o alla protezione di tua madre. Nemmeno un daimoku fatto con il "cuore puro" di una ragazzina. Eppure mi avevano detto che se praticavo bene avrei realizzato ogni mio scopo. Me l'avevano giurato!
Prendevo poche guide perché pensavo che se ne chiedevo troppe voleva dire che non mi stavo impegnando abbastanza. Cercavo di non lamentarmi mai perché voleva dire essere deboli. Ogni cosa che accadeva, di negativo nella vita, era come una pugnalata perché voleva dire che era colpa mia. Il plagio si era già compiuto. Io l'ho capito anni e anni dopo in una delle sedute di psicoterapia che ancora faccio.
A 17 anni chiesi consiglio ad un responsabile di cui mi fidavo ciecamente. Ero molto preoccupata perché temevo che i miei genitori si sarebbero separati. Lui rispose che era il mio karma. Che la causa per cui avevo questa famiglia era dentro di me. L'avevo scelta io. Io ero responsabile di quello che sarebbe accaduto.
Cosa è successo? Naturalmente quello che doveva succedere, è la vita. I miei genitori si sono separati. E io?! Non importa che spieghi come mi sono sentita.
Ah questi responsabili! Ti fidi di loro. Sono la tua guida. Ti affidi a loro incondizionatamente.
Sono stata molestata da tre di loro!!!!!!!!!!!!!!!
E le ferite che hanno provocato me le sto portando ancora dietro.
Sarei proprio curiosa di sapere che cosa mi direbbero i "saggi": anche questo è Karma mio!?
Sono una signora e non voglio, né posso, dire parolacce.
Negli ultimi anni prima di smettere, la pratica mi stava rovinando l'anima. Quando recitavo avevo dei fortissimi attacchi di panico.
Oggi capisco che, in fondo, è stato un bene se li ho avuti. Forse non avrei mai smesso di praticare. La mia mente, attraverso il mio corpo, a tentato in tutti i modi di salvarmi.
E ci sono riuscita quasi del tutto.
Dopo sei anni di terapia ho rimesso a posto molte cose nella mia vita e dentro di me.
Ancora oggi qualsiasi cosa che mi colleghi al buddismo mi fa tremare. Scrivere queste righe è stata un'impresa!
Ma non voglio più sentire queste orribili sensazioni.
Molte cose le ho rimosse, molte sono personali e coinvolgono altre persone. Ma credo di aver raccontato abbastanza.
Spero di essere stata utile.

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***Caro Carlo, innanzitutto un grazie per l'energia e il tuo impegno ad informare sulla tua esperienza. Ti scrive un ex praticante (tra il 98 e il 04), la mia esperienza è stata come la tua, peggiorata dal fatto che vivendo sola con un figlio e facendo molta attività sono stata sfruttata fino all'osso, mi ha salvato mio figlio che soffriva per essere messo da parte ed una responsabile di hombu che mi invitava ad allargare il mio impegno e le attività dicendomi che "tanto mio figlio un giorno se ne sarebbe andato e che l'organizzazione era più importante della mia stessa vita", ciò mi ha risvegliato sulla reale condizione di plagio che stavo vivendo. Naturalmente andare via è stato difficile e ho subito, maledizioni, la perdita di quelle poche persone che credevo amiche (ormai vivevo tutto all'interno dell'organizzazione) e altre cose antipatiche. Dopo l'uscita mi ha aiutato uno psicologo a fare chiarezza e riprendere contatto con la realtà. Ho fatto un lungo lavoro per riprendere le forze e per capire cosa era stato vero e cosa no di tutti quei anni vissuti sopra le righe. Oggi vivo una vita più serena e consapevole, la pratica del Buddismo è parte integrante della mia vita, è lo strumento primario della conoscenza di me stessa e dello sviluppo della compassione verso tutti gli esseri senzienti. Ho scelto di praticare il Buddismo Tibetano (l'insegnamento dzog chen) dopo essermi informata e aver conosciuto diverse realtà buddiste, perchè caro Carlo il punto è proprio questo,il Buddismo è una pratica meravigliosa, ma noi occidentali non abbiamo gli strumenti per discernere cosa è il Buddismo, è cosa non è il Buddismo! E' veramente triste cadere nella rete di persone che sfruttano la mancanza di informazione e la sofferenza delle persone per asservirle ai propri scopi. Un saluto, ed un'augurio a tutte le persone perchè possano veramente emanciparsi, risvegliarsi e costruire una vita armoniosa e piena di amore.

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*** mi ritenevo una persona davvero indipendente e abituata a pensare SOLO con la propria testa, invece dopo l'incontro con la Stramaledetta Gakkai ho dovuto ri-vedere e ri-considerare seriamente il mio quoziente intellettivo.
Sono stato male, e parecchio, DOPO essermene tirato fuori soprattutto, perché era come se mi avessero tolto un pezzo di cervello... non so se ti ha fatto anche a te lo stesso effetto, umiliato, sconfitto, io che pensavo non sarei cascato mai nelle mani di nessuna setta:" non sono mica così disperato!"
"ho una certa cultura, non mi danno a bere quello che vogliono... " " Non che mi ritengo il più furbo del mondo, ma prima di fidarmi o affidarmi a qualcuno faccio bene i miei conti... " che presuntuoso sono stato, ecco forse l'unico merito della "Gakkai" è quello (dopo che uno se ne è andato) di far capire all'uomo che la prudenza non è mai troppa e anche se uno ti vuol regalare un miliardo di euro, non ti devi fidare MAI.
Scusa forse sto un po' vaneggiando ma, il fatto è che sto ancora male, ancora sento quel ronzio... quella volta al Kaikan..., sono del nord e come si dice qua da noi, questi qua hanno preso il budda e l'hanno rigirato come un calzino. Che cazzo c'entra il buddismo con questi qua!. Secondo me per legge la parola buddismo non se ne dovrebbero appropriare, è come se si facesse una setta io e te e la chiamassimo "cristianesimo" dopo due giorni ci mettano in galera. I testimoni di Geova se vanno in Giappone si presenteranno, presumo come testimoni di Geova e non come prima di tutto cattolicesimo. Io ci sono cascato perché da sempre affascinato dalle dottrine buddiste.

Tutto partì da quando iniziai ad andare al corso d'inglese, eravamo in 10 + l'insegnante (praticante Gakkai) Quasi tutte donne mi trovavo un po' a disagio! comunque me la cavicchio, fatto sta che l'unica persona con cui riesco a legare è T. un ometto alto e secco, simpatico e... buono sì mi dava e mi da ancora quella sensazione lì, anche lui non tanto presente come me alle cazzate che sparavano le altre persone: dopo poco, mi invitò lui a un meeting io dissi di no" Vieni ci farebbe piacere... io ho cominciato 15 anni fa ero un mezzo delinquente bla bla bla le davo a tutti bla bla bla, poi un giorno feci un incidente, rischiai di morire, un mio amico che vidi cambiato in poco tempo mi fece conoscere il buddismo... andai al meeting venerdì... fino al martedì non mi riusciva di dormire dalla contentezza... ero felice ! le sue parole mi avevano colpito "la verità è in ognuno di noi" così da quel giorno... su dai! vieni anche te!"; quindi, su pressioni gentili ma forti dell'insegnante e sue, ho accettato che dovevo fare? non mi sono rotto tanto i coglioni su internet... tanto ho pensato che devo controllare... c'è anche baggio, tina turner, sabina guzzanti che ritenevo fosse un personaggio indipendente e libero, tuttalpiù mi fo 4 risate... e poi da come me lo chiedeva era talmente ingenuo da non far male nemmeno a una mosca... io chiesi consiglio a uno mio amico che mi disse : " Boh prova ad andarci se non ti chiedono soldi sono ok"
Io andai al primo meeting... e riferii al mio amico...

"Ieri sera sono stato all'incontro appena sono arrivato hanno recitato per circa 5 minuti il Nam Myoho Renge Kyo davanti al cosiddetto Gohonzon, non mi sembravano profondamente in meditazione... nel frattempo c'era chi guardava l'orologio, chi prendeva qualche oggetto, un libriccino, chi una penna, già lì mi rendevo conto che nn era proprio come lo zen... Ho precisato all'inizio che ero andato lì solo per domande puramente di carattere conoscitivo e devo dire che dopo una prima apparente forma di considerazione, e di attenzione a quello che riferivo (..Nella visione della filosofia comparativa il mondo è unitario, e l'uomo vi si aggira sempre in cerca di qualcosa. Nel terzo millennio la filosofia dovrà superare i propri limiti. In particolare, questo compito sarà assegnato ai filosofi occidentali: essi dovranno ammettere altre possibilità del pensiero, come quello orientale... L'eredità di Hegel va raccolta... "
mi hanno fatto parlare per 10 minuti senza interrompermi... ) poi tentavano in tutti i modi di convincermi alla loro religione. Io non capisco... dalle semplici domande sul ciclo karmico, sul nirvana ( che loro non riconoscono!?!),alle
varie forme di spiritualità intese anche come distaccamento dalla materialità di tutti i giorni, mi veniva continuamente ripetuto con insistenza martellante come uno spot elettorale degno del nostro Silvio (che cosa abbiamo fatto tutti noi italiani nelle vite precedenti per meritarci questo... sigh..), che bisogna recitare Nam-myoho-renge-kyo per entrare in sintonia con l'universo o come dicono loro "dedicare", "offrire" la propria vita, "congiungerla" con il ritmico e armonioso flusso di energia vitale universale, e con quello sembra che passino tutti i problemi, le angoscie... i desideri si avverano... (che cooosa??? ho pensato tra me e me). Ed io che mi "torturavo" con domande del tipo "Qual è il significato della vita? Qual è il sistema politico ottimale? Si può attingere la liberazione o l'illuminazione, e condurre una vita migliore? Come possiamo rapportarci armonicamente agli altri?" Povero Idiota... (!!!). Poi continuavano a parlare della loro religione così orizzontale, come, e allora perché prima di andare via quello che faceva il relatore, con le mani congiunte e con un sorriso a 32 denti ha abbassato leggermente la testa dicendo grazie verso il Gohonzon, non ti sembra una forte contraddizione? anche gli altri prima di andare via hanno ringraziato, e allora non credi che sia talmente forte il bisogno dell'uomo di "adulare" una divinità al di sopra di lui, che sia difficile trovare un buddismo (specialmente fra quelli riformisti) che non abbia questo carattere? Mi riferivano dei risultati soprattutto economici che dovuti alla soka, ma non le sembra che si tratti di una divinità simile a una mucca per la quale, io mi faccio una bella preghiera e in cambio ricevo qualche cosa come la fine del mutuo della casa? Sono rimasto allibito, sembravano i testimoni di Geova... la domanda che volevo porgli alla fine era : "ma che c'entrate voi con il Budda?" voi riconoscete solo il sutra del loto, unico testo su innumerevoli testi di canoni buddisti, come se il cattolicesimo riconoscesse Solo l'apocalisse, e la reincarnazione che loro riconoscono ma che io gli ho fatto notare che nel senso tecnico della parola non c'è traccia esplicita nei detti attribuiti al Budda, quando ho sollevato la questione, mi viene detto " io sono contenta che ci sia, meglio così che se si moriva!" allora ho asserito bhè vista così è del tutto un fatto consolatorio e basta!

Tornai la seconda volta così tanto, perché dicevo ormai non menefreganiente ma ci vado uguale non so trovare scuse e dirgli apertamente di no ho paura di farlo rimanere male mi sentirei in colpa... ecco che al meeting incontro il noto dottore famoso e rispettato... questa volta mi fanno domande a me sul personale e vedo una certa capacità d'ascolto... un po' strana però un po' subdola e stereotipata però mi danno quasi sempre ragione! non è che mi faccia schifo!
Mi telefonano anche a casa mi cercano e mi invitano ad andare ad un altro meeting " per principianti " - così tu fai delle domande visto che sei curioso... - ok andiamo anche a quello poi è l'ultimo- invece eccoti una lezione sull'unicità (!) cuore e mente, vita e ambiente, due facce della stessa medaglia, e cazzate del genere che mi parevano discorsi dell'asilo...
Ok basta mai più... eccoti invece Tiziano... da quando sono stato al primo viene anche a trovarmi mentre lavoro... mentre vendo in negozio... che gentile... (non so come mai ma mi hanno insegnato a vedere sempre il buono degli altri)-troppo facile vedere i difetti!- ciao Moreno eccoti il numero cell. di Tania, -e chi è?- è una ragazza che è qui vicino e che vuole andare a un meeting a Torino, enorme, nazionale (che bugiardo... ) se ci vuoi andare... lì puoi fare tutte le domande che ti pare!
Effettivamente a quei meeting andavo solo a titolo informativo non è che praticavo da devoto...
anche se una volta mi incastrarono e mi dissero "dai recita ci fa bene" (la mia insegnante) e mi fecero recitare daimoku e gonghio (che kazzate!). Insomma telefono, una voce dolce dolce mi dice di provare, io mi domandavo: che male c'è ? una ragazza di 25 anni che male può farmi? - vo a questo che è bello grande mi fo un'idea e poi basta è l'ultimo davvero!-
Un incubo, per la strada questa che mi racconta la sua esperienza sfigata e non mi dilungo troppo poverina... poi andiamo in questa reggia imperiale giardino immenso parcheggio immenso siepi curatissime, viali di cipressi come disegnati, azalee di 2 metri di diametro... roba dell'altro mondo... eccoti una splendida villa, me la fanno visitare tutta, lei e un altro incontrato per caso... (presente al meeting da insegnante) tre grossi saloni come chiese adibiti per recitare namiorenghekio, con marmi, ori, (mele, cedri, riso) e in più negozio, biblioteca (ehm... tutti testi scelti... alla sezione buddismo c'erano solo quelli di Ikeda & C) ecco un mega lampadario largo quasi tre metri, di cristallo, stanzoni illuminatissimi... quadri... avevo voglia di prendere una seggiola e spaccare tutto come fece qualcuno tantissimo tempo fa... (riconoscete i falsi predicatori... guardate quello che fanno non quello che dicono... ) da fuori si sentivano bene le voci all'unisono"namiorennghekio" all'infinito, in un'altra sala c'erano dei ragazzi che raccontavano le loro storie... lo sciakobucu... ( scrivo quasi sempre come ho udito)... cazzo avevano tutti un sorriso scontento, occhiaie e occhi pesti bluastri... - va bene ora per il progetto per noi giovani sarà organizzata una bella dimostrazione della nostra fede, ci divideremo in staff, ballerini, attori, cantanti... e tu quale staff?... io? c'è quello dei giornalisti? . Pensa che quella ragazza e altre facevano volontariato per tenere in lustro tutto quel fasto... poverini mi facevano pena avevo voglia di dire a tutti : "SVEGLIATEVI" ma non l'ho fatto, mi sentivo un codardo, ora in colpa, c'è un modo per redimerli?

Ok se sei arrivato fin qua, vuol dire hai pazienza e rispetto ecco l'ultima nota:
torna ieri a trovarmi sul posto di lavoro Tiziano e mi dice oh oggi c'è il meeting, io tergiverso e invento una scusa: "sai domani mi alzo prestissimo non vorrei fare tardi stasera" lui: " ah va bè, sai, forse veniva anche la Caterina" CHE COOOOSA!!!?? ( è una ragazza che viene con noi a inglese e devi sapere che da poco è stata lasciata dal ragazzo... si mise anche a piangere tempo fa, e questi serpenti vestiti da colombe si fanno vivi solo ora!) quindi telefono ieri sera a lei e le dico di non andare in tutte le maniere e che poi avrò dato spiegazioni più dettagliate in altra sede sono stato 14 minuti al telefono e alla fine l'ho convinta, ma vuole sapere tutto, ti giuro è una ragazzina di 19 anni ma ne dimostra molti di più come sensibilità e anche come bravura a scuola, fa tenerezza anche perché sembra davvero buona anche se un po' ingenua... io racconterò tutto anche quello che non ho detto a te per motivi di tempo ma consegnerò a lei tutto il materiale principale che raccolgo compreso il tuo.
Propongo una speciale sezione per neofiti adescati da poco o che stanno per esserlo una sorta di spiegazione divisa principalmente in 2 : cosa è la soka gakkai, una sintesi di quello che propongono, come e dove te lo sverzano etc..., e come fare per evitarla, consigli e avvertimenti anche pratici. Anche perché correggimi se sbaglio, questi alla fine vogliono soldi o no? che scopo hanno a romperti le palle così oltre al fatto che sono dei plagiati e quindi fanno quello che gli viene detto dai poteri alti? Lo Zaimu sono offerte noo?
Sottolineerei anche l'aspetto dipendenza "fisicamente mentale", ovvero sia, se mi fai recitare per due ore una filastrocca come quella, per un tot di giorni dandogli quel significato e (soprattutto) quella concentrazione, io ne rimango dipendente, anche io che ho recitato per scherzo ma ho sentito tanto recitare ancora sento quel ronzio... mi vengano in mente, alla mente, quelle parole (namioreghechiò) senza accorgermene è pazzesco spero mi vada via presto, un po' come quando ascolti tante volte una canzone che ti garba e alla fine non te la levi + dalla testa, solo che questo sembra un incubo se si somma poi al fatto che mi ricorda quanto sono stato infantile ad essermi anche soltanto ritrovato in quel manicomio...

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4

*** Sono reduce dalla mia prima esperienza (ed ultima) all'interno di una "setta" aderente alla Soka Gakkai. Su invito di un amico che mi "decantava" l'efficacia inconfutabile del mantra "Nam Myò hò ren ge Kiò", ho voluto provare di persona a partecipare ad un incontro di un gruppo che si riunisce sistematicamente in casa di un seguace...

Devo premettere che, in questi ultimi tempi la mia vita è peggiorata molto... una separazione, difficoltà di ogni tipo e crisi depressive. Cercavo, quindi, un aiuto per una mia crescita spirituale che mi portasse ad una maggior consapevolezza ed equilibrio. Non condividendo i dogmi dei cattolici, mi ero già avvicinata da tempo alla "filosofia buddhista zen" tramite letture e viaggi in oriente e, non conoscendo la disciplina della Soka Gaddai, ho accettato di partecipare all'incontro, nella speranza di ritrovarmi in mezzo a persone che praticassero una "sana spiritualità buddhista".

Sono stata accolta con gran fervore, mi è stato spiegato molto in fretta che recitando il Nam Myò hò ren ge Kyò insieme a loro e poi da sola, al mattino, avrei ottenuto dei benefici immediati (anche economici!)... "Come è possibile?!?" Mi sono chiesta ed ho domandato. La risposta è stata più o meno così: "Anche se non ne comprendi il significato, recitando il mantra e partecipando ai nostri incontri, la tua vita migliorerà incredibilmente ed otterrai ciò che più desideri. (!)" Tutti i membri del gruppo concordavano sul fatto che la loro vita, prima deludente e piena di casini, era "magicamente" cambiata in meglio. Mi è stato addirittura consigliato di stilarmi una lista scritta dei miei desideri e poi di affidarmi ciecamente alla recita del mantra...

La mia sensazione immediata è stata quella di trovarmi in una specie di "setta" che usasse la spiritualità come un bene di consumo... Una "mercificazione" del sacro e, quindi, una sorta di profanazione. Mi sono venuti alla mente gli adoratori di Satana (in fondo, il loro scopo, non è lo stesso?) Ma qui si parla di "bene" e non di "male"... ....unica differenza!

Mi sento delusa, profondamente delusa. Ho letto ciò che hai scritto sul tuo sito a riguardo e, pur avendo avuto un unico contatto con gli adepti della SG, mi sento di sottoscrivere a pieno titolo tutte le motivazioni a sfavore che hai elencato. Mi sono stampata i passi scelti dal Dhammapada che mi leggerò con calma per ritrovare un po' di pace nello spirito.

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3

***La Gakkai appariva un luogo dove si hanno tutti gli strumenti per modificare in qualsiasi modo qualsiasi aspetto della nostra vita. Una simile convinzione, ovviamente tutta da verificare e in definitiva illusoria, mi incantava e mi faceva sentire forte: potevo controllare la mia vita, portarla ovunque volevo, diventare una persona diversa da quella poco amata che ero. Non era forse questo ciò che avevo sempre sognato e aspettato: uscire dalla mia pelle, dai miei limiti e condizionamenti, e diventare un altro? Bene, ero nel posto giusto!
...
E quando capitava che tale forza fiduciosa si attenuasse, mi bastava leggere una o più di quelle frasi così solenni e investite di una luce mistica: "l'inverno si trasforma sempre in primavera", ad esempio. Oggi mi parrebbe folle tenermi su in questo modo. Una sorta di ottimismo verbale. Qualche volta ha funzionato davvero, ma ora che tutto è lontano la sensazione prevalente è che l'ottimismo verbale mi abbia più che altro rinforzato nell'attesa di quel cambiamento epocale che sarebbe certamente arrivato. Una attesa fiduciosa che riempiva un tempo, altrimenti insostenibilmente vuoto, di "attività per Kosen Rufu", ossia quella grande varietà di occupazioni (meeting, segreteria, staff, dipartimenti, centri di settore...) gran parte delle quali ha fondamentalmente l'unico scopo e l'unico significato di auto-alimentarsi e, tutte insieme, di alimentare l'organizzazione. Viste in distanza, alcune attività non avevano più senso che spaccare pietre sotto il sole e portarle da un posto all'altro. Eppure nel farle, io sentivo sempre dentro che, intanto che stavo lì a "lavorare per Kosen Rufu", i miei obiettivi andavano avanti da soli sull'onda di una grande buona fortuna. Anche negli occhi degli altri leggevo quella sensazione. Ciò conferiva a quelle attività una atmosfera strana: era come se nessuno fosse lì davvero per essere lì, e che tutti avessero in mente i loro obiettivi che avanzavano, e questo fosse il vero carburante di tutto quel darsi da fare. Ma, ecco il paradosso, proprio questa motivazione auto-riferita, in definitiva egoistica, faceva moltiplicare gli sforzi nell'attività. Eravamo tutti lì a darci da fare, a cercare di andare d'accordo con persone impossibili, a far quadrare cerchi umani e cognitivi, ma ognuno era come sordo e cieco, perché tutti i suoi sensi erano proiettati sui "benefici".
...
La buddità... quante volte ho pronunciato questa parola. Dal momento che (pare) essa non può essere descritta a parole, ognuno può usare a suo piacimento il termine, con esso riferendosi ad una sorta di super-potere e super-conoscenza di cui proviamo bisogno per i nostri scopi. E poco importa se per l'interlocutore "buddità" è qualcos'altro. Sicuramente anche per lui significa comunque "il massimo". Nella Gakkai, in quel vociare continuo tra membri, ciascuno capisce l'altro grazie a frasi e termini mai definiti del tutto, in modo che ciascuno li investa affettivamente usando i suoi significati. Parliamo di me: buddità per me voleva dire arrivare a tutto il meglio che speravo per me: ovvio che mi brillassero gli occhi ogni volta che pronunciavo la parola buddità! E cosa potevano capire i miei interlocutori? Esattamente ciò che volevano capire: per Tizio, poter portare a letto ogni donna che gli piacesse, per Caio fare l'attore, per Sempronio sposarsi e avere due bambini e fare l'avvocato e abitare in campagna. Contornati da fan entusiasti e plaudenti che dicono "ce la farai, ce la farai"!

2

***Ho avuto contatto con la SGI per la prima volta quasi due anni fa. A Freiburg, nel mio ambiente di lavoro, ho conosciuto un membro della SGI. Ero già interessata e in qualche modo affascinata dal buddismo, però non ne sapevo molto e non conoscevo nessun buddista. Quando lui mi ha raccontato che "praticava il buddismo" e stava preparando una mostra sui diritti umani, sono diventata curiosa e ne volevo sapere di più. Finalmente, mi ha invitata a una "riunione di ospiti" (shakubuku). Lì, mi piacque subito il suono del recitare e l'atmosfera, anche se mi sembrava un po' strano. Però mi colpiva il fatto che la gente fosse gentilissima. Dopo, mi hanno invitata sempre più spesso alle riunioni e alle feste e ho conosciuto tanta gente che mi parlava della pratica. Quel mio collega mi regalava regolarmente ogni numero della rivista "Forum" (corrisponde a "2001"), ed io cominciavo a leggere libri sul buddismo. (Posso raccomandare "The vision of the buddha" di Tom Lowenstein e "The eternal legacy" del monaco inglese Denis Lingwood.)
Dopo sei mesi ho recitato Daimoku e fatto Gongyo per la prima volta. Senza alcun problema, riuscii a fare subito Gongyo quasi perfettamente (come mi dicevano, un segno sicuro che avessi già praticato il Vero Buddismo nelle mie vite scorse).
In un modo incerto, tutta la SGI e la pratica mi sembravano strane. Avevo sempre il sospetto che fosse troppo facile per essere vero. Ma mi dicevano che dovevo provare se funzionava. Provai allora quando stavo facendo gli esami. Non andavano benissimo e dicevo che ovviamente il buddismo non aveva funzionato proprio e che lo sapevo anche prima. Ma fui informata che "bisogna avere fiducia". Chiesi come si potesse avere fiducia prima di avere ottenuto la prova, siccome tutti stavano dicendo che bisognava avere scopi e provare se funzionava. Non ho mai ricevuto una risposta convincente. Leggendo "Forum" mi chiedevo se fosse normale che quasi tutti i membri avessero tali problemi psichici. Alla fine di quasi ogni rivista c'è una "esperienza", dove la gente racconta le meravigliose cose che ha vissuto grazie al "buddismo". Mi pareva spesso che la gente o non era nemmeno in grado di superare piccolissimi problemi della vita perché erano ipersensibili o semplicemente superstiziosi. Invece dicevo a me stessa che era normale che ci si indirizzi alla religione quando si sta male, e che forse mi mancava la compassione. In ogni caso non volevo identificarmi con loro.
Man mano mi colpivano altre cose che non mi sembravano logiche. Prima pensavo che non sapevo ancora abbastanza sul buddismo per potere risolvere le contraddizioni. Invece sapevo davvero più cose della maggior parte degli altri che erano così convinti e non erano per niente disturbati di certe cose che -secondo me - non erano congruenti col concetto buddista. Ero così ingenua da credere che la gente, che quasi tutta era laureata e abituata a studiare le cose precisamente, fosse interessata di discutere e esaminare la dottrina. Per esempio nessuno poteva spiegarmi perché recitare Daimoku potesse migliorare il mio karma. Nonostante questo, l'idea mi pareva seducente, che ci fosse un mezzo così semplice e piacevole per superare qualsiasi problema e che il Gohonzon mi proteggesse. Non avevo problemi seri, ma pensavo che fosse utile sapere cosa fare nel caso che... Inoltre mi hanno impressionata le donne della SGI a Freiburg che mi sembravano talmente forti e sempre sembravano sapere cosa volevano.
Pensavo a entrare nella SGI e a ricevere il Gohonzon, ma non riuscivo a decidermi. Avrei voluto il Gohonzon però non volevo essere membro di una organizzazione su cui non ero informata benissimo. Avevo tante volte chiesto lo statuto della SGI (da giurista sapevo che un'associazione registrata è tenuta ad avere uno statuto), ma non l'ho mai visto. Chiesi anche se bisognava pagare un contributo all'associazione come dappertutto. Ovviamente non era obbligatorio, ma non ci credevo. Quando invece per caso ho sentito che fare "zaimu" migliorava il karma, ho avuto il sospetto che forse non tutto era solo altruismo nella SGI. Nessuno era pronto a spiegarmi le gerarchie della organizzazione ed ero sorpresa quando ho imparato che quasi tutto il mio gruppo di donne consisteva delle responsabili. Alla fine avevo perfino l'impressione che con una certa arroganza la SGI pretendesse la validità esclusiva della propria "fede". Mi disturbava che i leader fossero quasi tutti giapponesi e che tutti i soldi per costruire "centri culturali" in Germania venissero dal Giappone. Ho amici giapponesi che evitano perfino di parlare con membri della Soka e chi mi hanno detto che in Giappone sono ritenuti fondamentalisti. Per tutte queste ragioni non sono entrata.
Non so se la SGI sia pericolosa, però siccome la gente si crea un mondo e una religione finta, sono sicuramente potenziali soggetti di manipolazione. Non ho in effetti ancora conosciuto nessuno che abbia sofferto un danno. Anzi a Freiburg non ci sono strutture molto fisse e la gente non vuole tanta tutela dal Giappone.

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***Sono uscito dalla SGI nel 1994, dopo 3 anni. Iniziai, come tanti, in un periodo di mia crisi depressiva ed attratto dal buddismo, come fenomeno culturale e foriero di una nuova e più ricca maniera di vivere. Fui quasi subito deluso dalla spaventosa povertà culturale anche dei dirigenti e dalle contraddizioni dei loro enunciati. Circa Ikeda, non mi sono mai fatto illusioni, mi sembrava un venditore, e, l'altr'anno, grazie ad Internet, ho scoperto che, in effetti, lo era. Della SGI, in realtà ho apprezzato le amicizie (di cui forse, avevo bisogno, per aprirmi di più. . . ). Per tagliare i ponti con la SGI ho anche cambiato numero di telefono, cancellandomi dall'elenco degli abbonati. Continuo ad amare il buddismo ed anche il taoismo, ma, credo, senza fenomeni di attaccamento. Sì, in effetti colsi subito la grande contraddizione della SGI, tra il porsi obiettivi terreni ed essere buddista! Proprio l'antitesi dell'insegnamento buddista! Con mie personali ricerche e letture capii il ruolo molto limitato, nell'ambito del buddismo, sia della SGI, che della Nichiren e, se vogliamo, anche del "Sutra del fiore del loto". Non parliamo, poi, delle assurdità, sulle quali, tra noi, molti ironizzavano, su "come praticare", "maratone di daimoku", etc. etc... Decine di appuntamenti settimanali (giovani donne, giovani uomini, etc. etc) per sentirsi impegnati; di fronte a mie richieste di interventi concreti di umanità e solidarietà, risposte del tipo: "È sufficiente praticare bene. . . ". Dei poveretti con gravi problemi, anche psichici o di alcolismo, cullati nell'illusione di uscirne fuori (e questo è, per me, un delitto!). Ho assistito, impotente, alla rovina economica di una mia amica che per le cavolate della figlia, innamorata di un uomo, e persa in mille incarichi organizzativi nella SGI, è stata costretta a mettere un'ipoteca sulla casa! (Era il suo karma -mi rispondevano- "Colpa delle precedenti vite!").


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