LA PAGINA DI CARLO


La "mia" storia 

Ricevo e-mail di persone che raccontano la loro storia, quella relativa alla Gakkai, naturalmente. Credo valga la pena di pubblicare quanto scrivono (lo faccio sempre e solo con il loro esplicito consenso). Le prime che leggi sono le più recenti, e via via quelle più stagionate.

A chi mi dice che qui si dovrebbero pubblicare anche esperienze a favore rispondo che quelle hanno amplissimo spazio sui "media" della Gakkai, mentre quelle contro ne hanno zero. Dunque, inutile chiedere di pubblicare qui quel si trova tranquillamente altrove. Qui si dà voce a chi nell'organizzazione voce non ce ne ha.

La richiesta generale di tutti è l'anonimato. Avverto una certa paura che l'organizzazione, o i responsabili, si rifacciano vivi. Non è un bel segnale. Ho comunque rispettato questo desiderio, e ogni testimonianza è preceduta da tre asterischi, così ***.

8 (febbr 2008)

*** Soka Gakkai e la mia famiglia

Sono un Fiorentino di adozione, sposato da quasi 20 anni con tre figli (due adolescenti ed una piccola).

Per chi avrà un po' di pazienza riporto la mia esperienza esterna con la Soka Gakkai (SG), premetto che questa è una testimonianza viva e che sono ancora in una fase di difficoltà e di riesame di tutto quello che mi è accaduto dopo che infaustamente mia moglie ha deciso di iscriversi alla SG. Ovvio che Io reputo la SG una falsa e assurda pratica pseudo-religiosa che si aggrappa al buddismo come Io tingo di minio la mia cancellata di ferro marcia di ruggine.

Premetto che non ho niente contro qualsiasi religione, anzi in casa mia sono stati benvenuti in passato tutti i credi anche quelli non proprio "trasparenti", abbiamo sfamato gli affamati e dissetato gli assetati, abbiamo accolto predicatori: Cattolici, Testimoni di Geova, Mormoni ed altri. Io non sono religioso in quanto "animista" e quindi non credo in esseri supremi di qualsiasi natura ne credo in feticci vari ne in simboli ne tanto meno nella cabala; ma sono comunque un uomo ragionevole (non un illuminato), non ho un carattere da benevolo ma ho il pregio di saper discutere con pazienza ed eventualmente accettare le cose quando queste sono presentate nei giusti termini speculativi ed hanno una valenza retrospettiva (cosa che i poveretti della SG non sanno neanche cosa sia).

Questo racconto non ha un vero e proprio filo cronologico in quanto molti avvenimenti hanno data presunta (tutto viene fatto di nascosto ovviamente).

  La pace in famiglia, dunque, è stato sempre uno dei miei obiettivi primari. Poi come molte coppie sposate da tanti anni abbiamo avuto i nostri seri problemi. Ho cercato di capirmi a fondo tanto che mi sono messo sotto analisi per mesi e presumibilmente ho individuato varie cause delle difficoltà di coppia che stavamo attraversando. Una volta "denunciati" i miei problemi e quelli che ritenevo anche le deformità comportamentali e psicologiche di mia moglie abbiamo intrapreso un percorso sofferto di riesame e riavvicinamento. Tutto questo ci è costato caro (in tutti i sensi) ma stava dando i suoi lenti frutti. Poi (ed ancora mi sto domandando "perché") mia moglie ha avuto diverse crisi di personalità (ma la verità fa sempre bene?), certo Io ho sbagliato e non poco e quindi ho perso la linea logica di riflessione/discussione che invece doveva essere mantenuta. Mi moglie quindi ha avuto un momento di grande sofferenza e confusione che Io non l'ho recepito in tutta la sua gravità... ecco che all'orizzonte si profila una figura molto familiare (mia cognata) che ci frequenta spesso ed in cui Io riponevo anche grande fiducia e stima. Questa persona professa da anni la sua fede buddista e Io non ho avuto nessun problema ad accettare la cosa (non sapevo che il suo presunto buddismo fosse quello della SG), non ho avuto quindi niente da ridire nel fatto che mia moglie frequentasse insolitamente troppo mia cognata, anzi la credevo dedita al confronto ed un aiuto in più era auspicabile. Dopo diversi mesi di frequentazioni molto assidue mia cognata ha cominciato a recitare ad alta voce in casa mia. Anche qui non ci ho visto niente di male e quindi la cosa ha continuato come prima (gli ho solo chiesto di non farlo davanti ai miei figli per mantenere in casa lo status di neutralità che è sempre stato mantenuto). Dopo non molto tempo ho notato un cambiamento sempre più marcato nei comportamenti esteriori di mia moglie che sembrava spesso assente e lontana dai nostri problemi. Le poche volte che sono riuscito ad intavolare dei dialoghi le risposte o le affermazioni avevamo un non so che di alterato, ovvero non venivano da una persona che conosco molto bene, ma sembravano mediate da qualcosa altro. Non voglio tediare nessuno con particolari stravaganti e quant'altro ho solo capito che c'era qualcosa che non andava. Poi finalmente mi sono svegliato ed ho visto da che parte andava la nave. Un giorno di un paio di anni fa ho banalmente domandato a mia moglie se praticava il buddismo e lei mi ha risposto di si. Da quel giorno ho accettato la cosa con buona serenità, e perché no? Uno dei principi del Buddismo non è per caso la ricerca interiore delle nostre manchevolezze e grazie a queste acquisire una forma mentale/spirituale "migliore" anche in vista del fine ultimo da raggiungere ossia il "nirvana"? Correggetemi se sbaglio. Da allora mi sono messo a leggere qualcosa qua e la e a pormi delle domande molto semplici che poi dovevano essere magari motivo di discussione ed approfondimento in casa. Mi sono molto presto accorto che mia moglie non sapeva darmi nessuna spiegazione neanche banale a domande addirittura elementari e dal quel momento mi evitava o evitava confronti su questo argomento e si che già da non poco frequentava assiduamente la SG (che non sapevo all'epoca cosa fosse). Ogni tanto poi frequentavo con lei alcuni amici di vecchia data detti "buddisti" quindi come sempre tutto regolare per me. Poi anche queste frequentazioni sono diventate sempre più assidue (Io ho smesso di frequentarli quando gli atteggiamenti di questi sono diventati poco chiari e troppo invasivi) e senza tante difficoltà mi sono messo a leggere invece che gli scritti buddisti (addirittura avevo chiesto un paio di pubblicazioni a mia cognata)  tutto quello che c'è in giro sulla SG.

AIUTO!!!! ma dove siamo finiti?

 

Non ho difficoltà a dirvi che la cosa l'ho presa di petto ed il mio assalto alla psiche di mia moglie è stato frontale ed assiduo. Cosa è successo? Ho fatto peggio che meglio. A mie continue domande e richieste di spiegazioni ho avuto solo un irrigidimento totale, un aumento vertiginoso di "zadankai" e risposte da cercopitechi: "…tu hai il Karma negativo…". Spesso sentendosi forte di affermazioni ed indottrinamenti altrui mi ha apostrofato più volte con banali slogan... Io ormai mi sento molto più preparato di lei in materia di esoterismo e prassi stile SG e quindi l'ho atterrata con troppa facilità, addirittura mi sono sorpreso come sia facile lasciare un adepto alle prime armi senza parole (e forse anche qualche ministro). Cosa fa lei in questi momenti di imbarazzo? Lo volete sapere? Guarda svanita fuori dalla finestra e si chiude a riccio, ma il bello è che l'argomento posto in essere da lei e non da me viene immediatamente "dimenticato".

 

Ormai ho capito i vari meccanismi, il condizionamento ed il plagio che viene fatto su chi ha bisogno di vero aiuto e su chi nella speranza di un appiglio viene immediatamente individuato come "facile" per la SG. Ancora non voglio ammettere a me stesso che la SG sia diciamo "pericolosa" in senso lato ma solo una banale impresa multi-livello. Mi stavo quindi cominciando a rassegnare a vivere con uno zombie, accettando la sua scelta e cercando di vedere comunque del positivo in tutto questo, rinunciando anche alle cose semplici della vita: ad uscire (perché esce sempre lei) ad avere persone in casa che frequentavamo da sempre (non sono più gradite) ed a lasciarla in pace con i suoi nuovi interessi/amici ed a sorbirmi anche la presenza asfissiante della cognata.

 

Poi il COLPO DI SCENA... prima di questo vi racconto che ormai da almeno tre anni il mio capodanno lo passo da solo con la mia figlia piccola. La signora invece esce con la cognata e rientra la mattina dopo. Ha provato ad invitarmi cortesemente alle "sue" feste ma ho sempre rifiutato per due semplici motivi: a me il capodanno non dice nulla e preferisco passarlo in tranquillità con la mia piccola; in secondo luogo non ho nessuna intenzione di sorbirmi gonzi vari ed esoterismi. Ma torniamo al fatidico 31/12/07, stavamo facendo i preparativi per accompagnare le mie figlie grandi a rimanere fuori per le feste di fine anno. Per farla breve ho notato che la piccola "recitava" a memoria. Ho ingoiato il rospo al momento, poi ritornato a casa ho convocato la signora chiedendo spiegazioni in una forma decisamente molto minacciosa ed aggressiva. Forse non sarei stato violento se almeno il suo cervello fosse stato in funzione ma alla frase "…tu lo sapevi ed eri d'accordo…" , non ci ho più visto ed invece di fargli violenza ho preferito prima sfasciare qualche arredo e poi andare via con la piccola. Ho sbagliato lo AMMETTO. Mia moglie mi aveva certamente detto che non sapendo dove lasciare la piccola in quei frangenti (alla faccia dei frangenti anche 3 e più ore), la piccola la portava con se e questa con la tata rimaneva in altri ambienti a giocare (e ciò mi pareva ragionevole e rispettoso). Purtroppo ho capito che la bugia è il primo comandamento degli adepti nei confronti dei non praticanti (anche per vergogna credo – perché sono molto ma molto ignoranti in materia di fede buddista).

Alla fine dopo qualche giorno sono rientrato a casa che ed ho cercato di affrontare un dialogo sulla base di premesse futuribili. Ometto quello di cui abbiamo parlato e quanto è venuto fuori da questa triste vicenda sia perché mi vergogno di tanta superficialità sia perché entrerei in contesti non rispettosi e troppo personali.

Ormai il picco della crisi è passato, mi sono messo di impegno ad essere quello che ero a riprendermi con calma e a tendere verso un nuovo status interiore. Sono sicuro che chi fa parte della SG vede in queste mie parole un effetto "benefico" della pratica della signora, pensino quello che vogliono. Io voglio solo vivere al meglio con le mie figlie, il resto conta poco. Le cose sono rimaste quelle di prima e noi due viviamo da separati in casa finché ci sarà possibile. Io passo più tempo al lavoro lei passa più tempo con il suo/sua "shakubuku" & Co.

Sono sicuro che comunque a breve ci saranno sviluppi interessanti in merito a quanto detto non perché improvvisamente tutti e due recuperiamo il terreno perduto (ormai sono più che disilluso) ma sicuramente perché avremo gradite sorprese dall'esterno.

Infine per adesso ho ottenuto solo una cosa: la fatidica cognata, come altri personaggi ambigui sono al momento scomparsi alla vista (ripeto alla "vista" ma ovvio non scomparsi del tutto). Anzi credevo che subito qualcuno di loro si facesse vivo per "difendere" la poverina da un bruto come me (un tenji-ma?). Credo che invece non hanno nessun coraggio ad affrontarmi perché sanno che non accetterò mai un confronto basato solo ed esclusivamente sulla loro misera dialettica lontana anni luce dai principi stessi del buddismo, dai miei e quindi sterile in partenza.

7

***Ho iniziato a praticare nell'88, avevo 13 anni. Ho smesso che ne avevo circa 26.
La prima cosa che c'è da dire e che io sono di Firenze, quindi ho subito avuto intorno personaggi come le figlie di Kaneda, la moglie… mi è persino capitato di trovarlo in ciabatte quando andavo a casa sua a recitare Daimoku! Questo per dire che l'influenza che ho subìto è stata da subito molto molto forte!
La seconda cosa riguarda la mia famiglia: i miei genitori avevano iniziato a praticare l'anno prima (nell'87). C'era molta crisi in casa, una crisi che, negli anni a venire, non ha avuto un lieto fine…
Ci mostrarono il buddismo (questo buddismo) come la salvezza delle salvezze. Io ero piccola. Vidi tutto questo come "la nostra personale salvezza". Inoltre oggi so che iniziai a praticare anche per avere qualcosa in più che mi legasse ai miei genitori. In quel periodo la pratica era vissuta molto da Kamikaze. Mi alzavo ogni mattina alle sei per poter fare 1 ora di daimoku e gongyo prima di andare a scuola. Ma c'era qualcuno che faceva sempre più di te… il dolore non spariva. E allora ancora più daimoku. Anche giornate intere…
Ho partecipato ad entrambe le visite di Ikeda. Nel '94 ho fatto gongyo con lui al Kaikan. Mi sentivo una miracolata!
I rapporti in famiglia cadevano sempre più nel baratro. Oramai la nostra forma di comunicazione era solo la pratica. Non c'era nient'altro. Mi chiedo se questa era vita! Naturalmente no.
Oggi so che tutte le ore di daimoku di questo mondo non equivalgono matematicamente al ritrovato amore di tuo padre, o alla protezione di tua madre. Nemmeno un daimoku fatto con il "cuore puro" di una ragazzina. Eppure mi avevano detto che se praticavo bene avrei realizzato ogni mio scopo. Me l'avevano giurato!
Prendevo poche guide perché pensavo che se ne chiedevo troppe voleva dire che non mi stavo impegnando abbastanza. Cercavo di non lamentarmi mai perché voleva dire essere deboli. Ogni cosa che accadeva, di negativo nella vita, era come una pugnalata perché voleva dire che era colpa mia. Il plagio si era già compiuto. Io l'ho capito anni e anni dopo in una delle sedute di psicoterapia che ancora faccio.
A 17 anni chiesi consiglio ad un responsabile di cui mi fidavo ciecamente. Ero molto preoccupata perché temevo che i miei genitori si sarebbero separati. Lui rispose che era il mio karma. Che la causa per cui avevo questa famiglia era dentro di me. L'avevo scelta io. Io ero responsabile di quello che sarebbe accaduto.
Cosa è successo? Naturalmente quello che doveva succedere, è la vita. I miei genitori si sono separati. E io?! Non importa che spieghi come mi sono sentita.
Ah questi responsabili! Ti fidi di loro. Sono la tua guida. Ti affidi a loro incondizionatamente.
Sono stata molestata da tre di loro!!!!!!!!!!!!!!!
E le ferite che hanno provocato me le sto portando ancora dietro.
Sarei proprio curiosa di sapere che cosa mi direbbero i "saggi": anche questo è Karma mio!?
Sono una signora e non voglio, né posso, dire parolacce.
Negli ultimi anni prima di smettere, la pratica mi stava rovinando l'anima. Quando recitavo avevo dei fortissimi attacchi di panico.
Oggi capisco che, in fondo, è stato un bene se li ho avuti. Forse non avrei mai smesso di praticare. La mia mente, attraverso il mio corpo, a tentato in tutti i modi di salvarmi.
E ci sono riuscita quasi del tutto.
Dopo sei anni di terapia ho rimesso a posto molte cose nella mia vita e dentro di me.
Ancora oggi qualsiasi cosa che mi colleghi al buddismo mi fa tremare. Scrivere queste righe è stata un'impresa!
Ma non voglio più sentire queste orribili sensazioni.
Molte cose le ho rimosse, molte sono personali e coinvolgono altre persone. Ma credo di aver raccontato abbastanza.
Spero di essere stata utile.

6

***Caro Carlo, innanzitutto un grazie per l'energia e il tuo impegno ad informare sulla tua esperienza. Ti scrive un ex praticante (tra il 98 e il 04), la mia esperienza è stata come la tua, peggiorata dal fatto che vivendo sola con un figlio e facendo molta attività sono stata sfruttata fino all'osso, mi ha salvato mio figlio che soffriva per essere messo da parte ed una responsabile di hombu che mi invitava ad allargare il mio impegno e le attività dicendomi che "tanto mio figlio un giorno se ne sarebbe andato e che l'organizzazione era più importante della mia stessa vita", ciò mi ha risvegliato sulla reale condizione di plagio che stavo vivendo. Naturalmente andare via è stato difficile e ho subito, maledizioni, la perdita di quelle poche persone che credevo amiche (ormai vivevo tutto all'interno dell'organizzazione) e altre cose antipatiche. Dopo l'uscita mi ha aiutato uno psicologo a fare chiarezza e riprendere contatto con la realtà. Ho fatto un lungo lavoro per riprendere le forze e per capire cosa era stato vero e cosa no di tutti quei anni vissuti sopra le righe. Oggi vivo una vita più serena e consapevole, la pratica del Buddismo è parte integrante della mia vita, è lo strumento primario della conoscenza di me stessa e dello sviluppo della compassione verso tutti gli esseri senzienti. Ho scelto di praticare il Buddismo Tibetano (l'insegnamento dzog chen) dopo essermi informata e aver conosciuto diverse realtà buddiste, perchè caro Carlo il punto è proprio questo,il Buddismo è una pratica meravigliosa, ma noi occidentali non abbiamo gli strumenti per discernere cosa è il Buddismo, è cosa non è il Buddismo! E' veramente triste cadere nella rete di persone che sfruttano la mancanza di informazione e la sofferenza delle persone per asservirle ai propri scopi. Un saluto, ed un'augurio a tutte le persone perchè possano veramente emanciparsi, risvegliarsi e costruire una vita armoniosa e piena di amore.

5

*** mi ritenevo una persona davvero indipendente e abituata a pensare SOLO con la propria testa, invece dopo l'incontro con la Stramaledetta Gakkai ho dovuto ri-vedere e ri-considerare seriamente il mio quoziente intellettivo.
Sono stato male, e parecchio, DOPO essermene tirato fuori soprattutto, perché era come se mi avessero tolto un pezzo di cervello... non so se ti ha fatto anche a te lo stesso effetto, umiliato, sconfitto, io che pensavo non sarei cascato mai nelle mani di nessuna setta:" non sono mica così disperato!"
"ho una certa cultura, non mi danno a bere quello che vogliono... " " Non che mi ritengo il più furbo del mondo, ma prima di fidarmi o affidarmi a qualcuno faccio bene i miei conti... " che presuntuoso sono stato, ecco forse l'unico merito della "Gakkai" è quello (dopo che uno se ne è andato) di far capire all'uomo che la prudenza non è mai troppa e anche se uno ti vuol regalare un miliardo di euro, non ti devi fidare MAI.
Scusa forse sto un po' vaneggiando ma, il fatto è che sto ancora male, ancora sento quel ronzio... quella volta al Kaikan..., sono del nord e come si dice qua da noi, questi qua hanno preso il budda e l'hanno rigirato come un calzino. Che cazzo c'entra il buddismo con questi qua!. Secondo me per legge la parola buddismo non se ne dovrebbero appropriare, è come se si facesse una setta io e te e la chiamassimo "cristianesimo" dopo due giorni ci mettano in galera. I testimoni di Geova se vanno in Giappone si presenteranno, presumo come testimoni di Geova e non come prima di tutto cattolicesimo. Io ci sono cascato perché da sempre affascinato dalle dottrine buddiste.

Tutto partì da quando iniziai ad andare al corso d'inglese, eravamo in 10 + l'insegnante (praticante Gakkai) Quasi tutte donne mi trovavo un po' a disagio! comunque me la cavicchio, fatto sta che l'unica persona con cui riesco a legare è T. un ometto alto e secco, simpatico e... buono sì mi dava e mi da ancora quella sensazione lì, anche lui non tanto presente come me alle cazzate che sparavano le altre persone: dopo poco, mi invitò lui a un meeting io dissi di no" Vieni ci farebbe piacere... io ho cominciato 15 anni fa ero un mezzo delinquente bla bla bla le davo a tutti bla bla bla, poi un giorno feci un incidente, rischiai di morire, un mio amico che vidi cambiato in poco tempo mi fece conoscere il buddismo... andai al meeting venerdì... fino al martedì non mi riusciva di dormire dalla contentezza... ero felice ! le sue parole mi avevano colpito "la verità è in ognuno di noi" così da quel giorno... su dai! vieni anche te!"; quindi, su pressioni gentili ma forti dell'insegnante e sue, ho accettato che dovevo fare? non mi sono rotto tanto i coglioni su internet... tanto ho pensato che devo controllare... c'è anche baggio, tina turner, sabina guzzanti che ritenevo fosse un personaggio indipendente e libero, tuttalpiù mi fo 4 risate... e poi da come me lo chiedeva era talmente ingenuo da non far male nemmeno a una mosca... io chiesi consiglio a uno mio amico che mi disse : " Boh prova ad andarci se non ti chiedono soldi sono ok"
Io andai al primo meeting... e riferii al mio amico...

"Ieri sera sono stato all'incontro appena sono arrivato hanno recitato per circa 5 minuti il Nam Myoho Renge Kyo davanti al cosiddetto Gohonzon, non mi sembravano profondamente in meditazione... nel frattempo c'era chi guardava l'orologio, chi prendeva qualche oggetto, un libriccino, chi una penna, già lì mi rendevo conto che nn era proprio come lo zen... Ho precisato all'inizio che ero andato lì solo per domande puramente di carattere conoscitivo e devo dire che dopo una prima apparente forma di considerazione, e di attenzione a quello che riferivo (..Nella visione della filosofia comparativa il mondo è unitario, e l'uomo vi si aggira sempre in cerca di qualcosa. Nel terzo millennio la filosofia dovrà superare i propri limiti. In particolare, questo compito sarà assegnato ai filosofi occidentali: essi dovranno ammettere altre possibilità del pensiero, come quello orientale... L'eredità di Hegel va raccolta... "
mi hanno fatto parlare per 10 minuti senza interrompermi... ) poi tentavano in tutti i modi di convincermi alla loro religione. Io non capisco... dalle semplici domande sul ciclo karmico, sul nirvana ( che loro non riconoscono!?!),alle
varie forme di spiritualità intese anche come distaccamento dalla materialità di tutti i giorni, mi veniva continuamente ripetuto con insistenza martellante come uno spot elettorale degno del nostro Silvio (che cosa abbiamo fatto tutti noi italiani nelle vite precedenti per meritarci questo... sigh..), che bisogna recitare Nam-myoho-renge-kyo per entrare in sintonia con l'universo o come dicono loro "dedicare", "offrire" la propria vita, "congiungerla" con il ritmico e armonioso flusso di energia vitale universale, e con quello sembra che passino tutti i problemi, le angoscie... i desideri si avverano... (che cooosa??? ho pensato tra me e me). Ed io che mi "torturavo" con domande del tipo "Qual è il significato della vita? Qual è il sistema politico ottimale? Si può attingere la liberazione o l'illuminazione, e condurre una vita migliore? Come possiamo rapportarci armonicamente agli altri?" Povero Idiota... (!!!). Poi continuavano a parlare della loro religione così orizzontale, come, e allora perché prima di andare via quello che faceva il relatore, con le mani congiunte e con un sorriso a 32 denti ha abbassato leggermente la testa dicendo grazie verso il Gohonzon, non ti sembra una forte contraddizione? anche gli altri prima di andare via hanno ringraziato, e allora non credi che sia talmente forte il bisogno dell'uomo di "adulare" una divinità al di sopra di lui, che sia difficile trovare un buddismo (specialmente fra quelli riformisti) che non abbia questo carattere? Mi riferivano dei risultati soprattutto economici che dovuti alla soka, ma non le sembra che si tratti di una divinità simile a una mucca per la quale, io mi faccio una bella preghiera e in cambio ricevo qualche cosa come la fine del mutuo della casa? Sono rimasto allibito, sembravano i testimoni di Geova... la domanda che volevo porgli alla fine era : "ma che c'entrate voi con il Budda?" voi riconoscete solo il sutra del loto, unico testo su innumerevoli testi di canoni buddisti, come se il cattolicesimo riconoscesse Solo l'apocalisse, e la reincarnazione che loro riconoscono ma che io gli ho fatto notare che nel senso tecnico della parola non c'è traccia esplicita nei detti attribuiti al Budda, quando ho sollevato la questione, mi viene detto " io sono contenta che ci sia, meglio così che se si moriva!" allora ho asserito bhè vista così è del tutto un fatto consolatorio e basta!

Tornai la seconda volta così tanto, perché dicevo ormai non menefreganiente ma ci vado uguale non so trovare scuse e dirgli apertamente di no ho paura di farlo rimanere male mi sentirei in colpa... ecco che al meeting incontro il noto dottore famoso e rispettato... questa volta mi fanno domande a me sul personale e vedo una certa capacità d'ascolto... un po' strana però un po' subdola e stereotipata però mi danno quasi sempre ragione! non è che mi faccia schifo!
Mi telefonano anche a casa mi cercano e mi invitano ad andare ad un altro meeting " per principianti " - così tu fai delle domande visto che sei curioso... - ok andiamo anche a quello poi è l'ultimo- invece eccoti una lezione sull'unicità (!) cuore e mente, vita e ambiente, due facce della stessa medaglia, e cazzate del genere che mi parevano discorsi dell'asilo...
Ok basta mai più... eccoti invece Tiziano... da quando sono stato al primo viene anche a trovarmi mentre lavoro... mentre vendo in negozio... che gentile... (non so come mai ma mi hanno insegnato a vedere sempre il buono degli altri)-troppo facile vedere i difetti!- ciao Moreno eccoti il numero cell. di Tania, -e chi è?- è una ragazza che è qui vicino e che vuole andare a un meeting a Torino, enorme, nazionale (che bugiardo... ) se ci vuoi andare... lì puoi fare tutte le domande che ti pare!
Effettivamente a quei meeting andavo solo a titolo informativo non è che praticavo da devoto...
anche se una volta mi incastrarono e mi dissero "dai recita ci fa bene" (la mia insegnante) e mi fecero recitare daimoku e gonghio (che kazzate!). Insomma telefono, una voce dolce dolce mi dice di provare, io mi domandavo: che male c'è ? una ragazza di 25 anni che male può farmi? - vo a questo che è bello grande mi fo un'idea e poi basta è l'ultimo davvero!-
Un incubo, per la strada questa che mi racconta la sua esperienza sfigata e non mi dilungo troppo poverina... poi andiamo in questa reggia imperiale giardino immenso parcheggio immenso siepi curatissime, viali di cipressi come disegnati, azalee di 2 metri di diametro... roba dell'altro mondo... eccoti una splendida villa, me la fanno visitare tutta, lei e un altro incontrato per caso... (presente al meeting da insegnante) tre grossi saloni come chiese adibiti per recitare namiorenghekio, con marmi, ori, (mele, cedri, riso) e in più negozio, biblioteca (ehm... tutti testi scelti... alla sezione buddismo c'erano solo quelli di Ikeda & C) ecco un mega lampadario largo quasi tre metri, di cristallo, stanzoni illuminatissimi... quadri... avevo voglia di prendere una seggiola e spaccare tutto come fece qualcuno tantissimo tempo fa... (riconoscete i falsi predicatori... guardate quello che fanno non quello che dicono... ) da fuori si sentivano bene le voci all'unisono"namiorennghekio" all'infinito, in un'altra sala c'erano dei ragazzi che raccontavano le loro storie... lo sciakobucu... ( scrivo quasi sempre come ho udito)... cazzo avevano tutti un sorriso scontento, occhiaie e occhi pesti bluastri... - va bene ora per il progetto per noi giovani sarà organizzata una bella dimostrazione della nostra fede, ci divideremo in staff, ballerini, attori, cantanti... e tu quale staff?... io? c'è quello dei giornalisti? . Pensa che quella ragazza e altre facevano volontariato per tenere in lustro tutto quel fasto... poverini mi facevano pena avevo voglia di dire a tutti : "SVEGLIATEVI" ma non l'ho fatto, mi sentivo un codardo, ora in colpa, c'è un modo per redimerli?

Ok se sei arrivato fin qua, vuol dire hai pazienza e rispetto ecco l'ultima nota:
torna ieri a trovarmi sul posto di lavoro Tiziano e mi dice oh oggi c'è il meeting, io tergiverso e invento una scusa: "sai domani mi alzo prestissimo non vorrei fare tardi stasera" lui: " ah va bè, sai, forse veniva anche la Caterina" CHE COOOOSA!!!?? ( è una ragazza che viene con noi a inglese e devi sapere che da poco è stata lasciata dal ragazzo... si mise anche a piangere tempo fa, e questi serpenti vestiti da colombe si fanno vivi solo ora!) quindi telefono ieri sera a lei e le dico di non andare in tutte le maniere e che poi avrò dato spiegazioni più dettagliate in altra sede sono stato 14 minuti al telefono e alla fine l'ho convinta, ma vuole sapere tutto, ti giuro è una ragazzina di 19 anni ma ne dimostra molti di più come sensibilità e anche come bravura a scuola, fa tenerezza anche perché sembra davvero buona anche se un po' ingenua... io racconterò tutto anche quello che non ho detto a te per motivi di tempo ma consegnerò a lei tutto il materiale principale che raccolgo compreso il tuo.
Propongo una speciale sezione per neofiti adescati da poco o che stanno per esserlo una sorta di spiegazione divisa principalmente in 2 : cosa è la soka gakkai, una sintesi di quello che propongono, come e dove te lo sverzano etc..., e come fare per evitarla, consigli e avvertimenti anche pratici. Anche perché correggimi se sbaglio, questi alla fine vogliono soldi o no? che scopo hanno a romperti le palle così oltre al fatto che sono dei plagiati e quindi fanno quello che gli viene detto dai poteri alti? Lo Zaimu sono offerte noo?
Sottolineerei anche l'aspetto dipendenza "fisicamente mentale", ovvero sia, se mi fai recitare per due ore una filastrocca come quella, per un tot di giorni dandogli quel significato e (soprattutto) quella concentrazione, io ne rimango dipendente, anche io che ho recitato per scherzo ma ho sentito tanto recitare ancora sento quel ronzio... mi vengano in mente, alla mente, quelle parole (namioreghechiò) senza accorgermene è pazzesco spero mi vada via presto, un po' come quando ascolti tante volte una canzone che ti garba e alla fine non te la levi + dalla testa, solo che questo sembra un incubo se si somma poi al fatto che mi ricorda quanto sono stato infantile ad essermi anche soltanto ritrovato in quel manicomio...

4

*** Sono reduce dalla mia prima esperienza (ed ultima) all'interno di una "setta" aderente alla Soka Gakkai. Su invito di un amico che mi "decantava" l'efficacia inconfutabile del mantra "Nam Myò hò ren ge Kiò", ho voluto provare di persona a partecipare ad un incontro di un gruppo che si riunisce sistematicamente in casa di un seguace...

Devo premettere che, in questi ultimi tempi la mia vita è peggiorata molto... una separazione, difficoltà di ogni tipo e crisi depressive. Cercavo, quindi, un aiuto per una mia crescita spirituale che mi portasse ad una maggior consapevolezza ed equilibrio. Non condividendo i dogmi dei cattolici, mi ero già avvicinata da tempo alla "filosofia buddhista zen" tramite letture e viaggi in oriente e, non conoscendo la disciplina della Soka Gaddai, ho accettato di partecipare all'incontro, nella speranza di ritrovarmi in mezzo a persone che praticassero una "sana spiritualità buddhista".

Sono stata accolta con gran fervore, mi è stato spiegato molto in fretta che recitando il Nam Myò hò ren ge Kyò insieme a loro e poi da sola, al mattino, avrei ottenuto dei benefici immediati (anche economici!)... "Come è possibile?!?" Mi sono chiesta ed ho domandato. La risposta è stata più o meno così: "Anche se non ne comprendi il significato, recitando il mantra e partecipando ai nostri incontri, la tua vita migliorerà incredibilmente ed otterrai ciò che più desideri. (!)" Tutti i membri del gruppo concordavano sul fatto che la loro vita, prima deludente e piena di casini, era "magicamente" cambiata in meglio. Mi è stato addirittura consigliato di stilarmi una lista scritta dei miei desideri e poi di affidarmi ciecamente alla recita del mantra...

La mia sensazione immediata è stata quella di trovarmi in una specie di "setta" che usasse la spiritualità come un bene di consumo... Una "mercificazione" del sacro e, quindi, una sorta di profanazione. Mi sono venuti alla mente gli adoratori di Satana (in fondo, il loro scopo, non è lo stesso?) Ma qui si parla di "bene" e non di "male"... ....unica differenza!

Mi sento delusa, profondamente delusa. Ho letto ciò che hai scritto sul tuo sito a riguardo e, pur avendo avuto un unico contatto con gli adepti della SG, mi sento di sottoscrivere a pieno titolo tutte le motivazioni a sfavore che hai elencato. Mi sono stampata i passi scelti dal Dhammapada che mi leggerò con calma per ritrovare un po' di pace nello spirito.

3

***La Gakkai appariva un luogo dove si hanno tutti gli strumenti per modificare in qualsiasi modo qualsiasi aspetto della nostra vita. Una simile convinzione, ovviamente tutta da verificare e in definitiva illusoria, mi incantava e mi faceva sentire forte: potevo controllare la mia vita, portarla ovunque volevo, diventare una persona diversa da quella poco amata che ero. Non era forse questo ciò che avevo sempre sognato e aspettato: uscire dalla mia pelle, dai miei limiti e condizionamenti, e diventare un altro? Bene, ero nel posto giusto!
...
E quando capitava che tale forza fiduciosa si attenuasse, mi bastava leggere una o più di quelle frasi così solenni e investite di una luce mistica: "l'inverno si trasforma sempre in primavera", ad esempio. Oggi mi parrebbe folle tenermi su in questo modo. Una sorta di ottimismo verbale. Qualche volta ha funzionato davvero, ma ora che tutto è lontano la sensazione prevalente è che l'ottimismo verbale mi abbia più che altro rinforzato nell'attesa di quel cambiamento epocale che sarebbe certamente arrivato. Una attesa fiduciosa che riempiva un tempo, altrimenti insostenibilmente vuoto, di "attività per Kosen Rufu", ossia quella grande varietà di occupazioni (meeting, segreteria, staff, dipartimenti, centri di settore...) gran parte delle quali ha fondamentalmente l'unico scopo e l'unico significato di auto-alimentarsi e, tutte insieme, di alimentare l'organizzazione. Viste in distanza, alcune attività non avevano più senso che spaccare pietre sotto il sole e portarle da un posto all'altro. Eppure nel farle, io sentivo sempre dentro che, intanto che stavo lì a "lavorare per Kosen Rufu", i miei obiettivi andavano avanti da soli sull'onda di una grande buona fortuna. Anche negli occhi degli altri leggevo quella sensazione. Ciò conferiva a quelle attività una atmosfera strana: era come se nessuno fosse lì davvero per essere lì, e che tutti avessero in mente i loro obiettivi che avanzavano, e questo fosse il vero carburante di tutto quel darsi da fare. Ma, ecco il paradosso, proprio questa motivazione auto-riferita, in definitiva egoistica, faceva moltiplicare gli sforzi nell'attività. Eravamo tutti lì a darci da fare, a cercare di andare d'accordo con persone impossibili, a far quadrare cerchi umani e cognitivi, ma ognuno era come sordo e cieco, perché tutti i suoi sensi erano proiettati sui "benefici".
...
La buddità... quante volte ho pronunciato questa parola. Dal momento che (pare) essa non può essere descritta a parole, ognuno può usare a suo piacimento il termine, con esso riferendosi ad una sorta di super-potere e super-conoscenza di cui proviamo bisogno per i nostri scopi. E poco importa se per l'interlocutore "buddità" è qualcos'altro. Sicuramente anche per lui significa comunque "il massimo". Nella Gakkai, in quel vociare continuo tra membri, ciascuno capisce l'altro grazie a frasi e termini mai definiti del tutto, in modo che ciascuno li investa affettivamente usando i suoi significati. Parliamo di me: buddità per me voleva dire arrivare a tutto il meglio che speravo per me: ovvio che mi brillassero gli occhi ogni volta che pronunciavo la parola buddità! E cosa potevano capire i miei interlocutori? Esattamente ciò che volevano capire: per Tizio, poter portare a letto ogni donna che gli piacesse, per Caio fare l'attore, per Sempronio sposarsi e avere due bambini e fare l'avvocato e abitare in campagna. Contornati da fan entusiasti e plaudenti che dicono "ce la farai, ce la farai"!

2

***Ho avuto contatto con la SGI per la prima volta quasi due anni fa. A Freiburg, nel mio ambiente di lavoro, ho conosciuto un membro della SGI. Ero già interessata e in qualche modo affascinata dal buddismo, però non ne sapevo molto e non conoscevo nessun buddista. Quando lui mi ha raccontato che "praticava il buddismo" e stava preparando una mostra sui diritti umani, sono diventata curiosa e ne volevo sapere di più. Finalmente, mi ha invitata a una "riunione di ospiti" (shakubuku). Lì, mi piacque subito il suono del recitare e l'atmosfera, anche se mi sembrava un po' strano. Però mi colpiva il fatto che la gente fosse gentilissima. Dopo, mi hanno invitata sempre più spesso alle riunioni e alle feste e ho conosciuto tanta gente che mi parlava della pratica. Quel mio collega mi regalava regolarmente ogni numero della rivista "Forum" (corrisponde a "2001"), ed io cominciavo a leggere libri sul buddismo. (Posso raccomandare "The vision of the buddha" di Tom Lowenstein e "The eternal legacy" del monaco inglese Denis Lingwood.)
Dopo sei mesi ho recitato Daimoku e fatto Gongyo per la prima volta. Senza alcun problema, riuscii a fare subito Gongyo quasi perfettamente (come mi dicevano, un segno sicuro che avessi già praticato il Vero Buddismo nelle mie vite scorse).
In un modo incerto, tutta la SGI e la pratica mi sembravano strane. Avevo sempre il sospetto che fosse troppo facile per essere vero. Ma mi dicevano che dovevo provare se funzionava. Provai allora quando stavo facendo gli esami. Non andavano benissimo e dicevo che ovviamente il buddismo non aveva funzionato proprio e che lo sapevo anche prima. Ma fui informata che "bisogna avere fiducia". Chiesi come si potesse avere fiducia prima di avere ottenuto la prova, siccome tutti stavano dicendo che bisognava avere scopi e provare se funzionava. Non ho mai ricevuto una risposta convincente. Leggendo "Forum" mi chiedevo se fosse normale che quasi tutti i membri avessero tali problemi psichici. Alla fine di quasi ogni rivista c'è una "esperienza", dove la gente racconta le meravigliose cose che ha vissuto grazie al "buddismo". Mi pareva spesso che la gente o non era nemmeno in grado di superare piccolissimi problemi della vita perché erano ipersensibili o semplicemente superstiziosi. Invece dicevo a me stessa che era normale che ci si indirizzi alla religione quando si sta male, e che forse mi mancava la compassione. In ogni caso non volevo identificarmi con loro.
Man mano mi colpivano altre cose che non mi sembravano logiche. Prima pensavo che non sapevo ancora abbastanza sul buddismo per potere risolvere le contraddizioni. Invece sapevo davvero più cose della maggior parte degli altri che erano così convinti e non erano per niente disturbati di certe cose che -secondo me - non erano congruenti col concetto buddista. Ero così ingenua da credere che la gente, che quasi tutta era laureata e abituata a studiare le cose precisamente, fosse interessata di discutere e esaminare la dottrina. Per esempio nessuno poteva spiegarmi perché recitare Daimoku potesse migliorare il mio karma. Nonostante questo, l'idea mi pareva seducente, che ci fosse un mezzo così semplice e piacevole per superare qualsiasi problema e che il Gohonzon mi proteggesse. Non avevo problemi seri, ma pensavo che fosse utile sapere cosa fare nel caso che... Inoltre mi hanno impressionata le donne della SGI a Freiburg che mi sembravano talmente forti e sempre sembravano sapere cosa volevano.
Pensavo a entrare nella SGI e a ricevere il Gohonzon, ma non riuscivo a decidermi. Avrei voluto il Gohonzon però non volevo essere membro di una organizzazione su cui non ero informata benissimo. Avevo tante volte chiesto lo statuto della SGI (da giurista sapevo che un'associazione registrata è tenuta ad avere uno statuto), ma non l'ho mai visto. Chiesi anche se bisognava pagare un contributo all'associazione come dappertutto. Ovviamente non era obbligatorio, ma non ci credevo. Quando invece per caso ho sentito che fare "zaimu" migliorava il karma, ho avuto il sospetto che forse non tutto era solo altruismo nella SGI. Nessuno era pronto a spiegarmi le gerarchie della organizzazione ed ero sorpresa quando ho imparato che quasi tutto il mio gruppo di donne consisteva delle responsabili. Alla fine avevo perfino l'impressione che con una certa arroganza la SGI pretendesse la validità esclusiva della propria "fede". Mi disturbava che i leader fossero quasi tutti giapponesi e che tutti i soldi per costruire "centri culturali" in Germania venissero dal Giappone. Ho amici giapponesi che evitano perfino di parlare con membri della Soka e chi mi hanno detto che in Giappone sono ritenuti fondamentalisti. Per tutte queste ragioni non sono entrata.
Non so se la SGI sia pericolosa, però siccome la gente si crea un mondo e una religione finta, sono sicuramente potenziali soggetti di manipolazione. Non ho in effetti ancora conosciuto nessuno che abbia sofferto un danno. Anzi a Freiburg non ci sono strutture molto fisse e la gente non vuole tanta tutela dal Giappone.

1

***Sono uscito dalla SGI nel 1994, dopo 3 anni. Iniziai, come tanti, in un periodo di mia crisi depressiva ed attratto dal buddismo, come fenomeno culturale e foriero di una nuova e più ricca maniera di vivere. Fui quasi subito deluso dalla spaventosa povertà culturale anche dei dirigenti e dalle contraddizioni dei loro enunciati. Circa Ikeda, non mi sono mai fatto illusioni, mi sembrava un venditore, e, l'altr'anno, grazie ad Internet, ho scoperto che, in effetti, lo era. Della SGI, in realtà ho apprezzato le amicizie (di cui forse, avevo bisogno, per aprirmi di più. . . ). Per tagliare i ponti con la SGI ho anche cambiato numero di telefono, cancellandomi dall'elenco degli abbonati. Continuo ad amare il buddismo ed anche il taoismo, ma, credo, senza fenomeni di attaccamento. Sì, in effetti colsi subito la grande contraddizione della SGI, tra il porsi obiettivi terreni ed essere buddista! Proprio l'antitesi dell'insegnamento buddista! Con mie personali ricerche e letture capii il ruolo molto limitato, nell'ambito del buddismo, sia della SGI, che della Nichiren e, se vogliamo, anche del "Sutra del fiore del loto". Non parliamo, poi, delle assurdità, sulle quali, tra noi, molti ironizzavano, su "come praticare", "maratone di daimoku", etc. etc... Decine di appuntamenti settimanali (giovani donne, giovani uomini, etc. etc) per sentirsi impegnati; di fronte a mie richieste di interventi concreti di umanità e solidarietà, risposte del tipo: "È sufficiente praticare bene. . . ". Dei poveretti con gravi problemi, anche psichici o di alcolismo, cullati nell'illusione di uscirne fuori (e questo è, per me, un delitto!). Ho assistito, impotente, alla rovina economica di una mia amica che per le cavolate della figlia, innamorata di un uomo, e persa in mille incarichi organizzativi nella SGI, è stata costretta a mettere un'ipoteca sulla casa! (Era il suo karma -mi rispondevano- "Colpa delle precedenti vite!").


Inizio documento




Hosted free by FREE WEBSITES - Free Hosting with Online Website Builder!